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easyJet si struttura per il business travel
Flessibilità, puntualità e aeroporti principali



Nove rotte in più dall’Italia, nuove nomine al marketing e alle vendite con preciso focus sul business travel, traffico record sulla penisola: non occorre essere analisti sofisticati di trasporto aereo per accorgersi che easyJet intende capitalizzare i successi ottenuti da quando si è posizionata nella sua casa a Malpensa e il 2012 sarà un anno cruciale. “L’anno finanziario 2011 si è chiuso al 30 settembre con risultati eccellenti in termini di crescita: i passeggeri sono cresciuti del 13% rispetto all’anno precedente e il fattore di riempimento dei voli ha raggiunto l’89% - esordisce il direttore in Italia, Frances Ouseley -.
Come dimensione di offerta siamo la prima compagnia a Milano Malpensa, la seconda a Roma Fiumicino, a Napoli, Venezia, Pisa e Olbia”. In tutto 130 le destinazioni attualmente in vendita, leisure e business. E la congiuntura economica debole non può che migliorare l’andamento, secondo Ouseley. “L’Italia rappresenta un mercato primario, i risultati di crescita costante lo dimostrano - spiega -. Siamo convinti che il modello low cost sia vincente anche nelle fasi di incertezza della domanda e stiamo investendo nella costruzione di una proposta commerciale per i viaggiatori di affari”. Ecco che la compagnia potenzia le frequenze giornaliere verso Parigi e Londra, ma anche quelle domestiche come Napoli. “Abbiamo messo in vendita, non solo sul nostro sito, anche attraverso i Gds, le Flexi Fares e sperimenteremo nei prossimi mesi il servizio di pre-assegnazione del posto a bordo”. E il segreto di Malpensa, qual è? “Una scelta premiante: su Mxp gravita non solo una domanda locale di un ampio territorio, ma ovviamente quella milanese.
E la capacità di easyJet di stimolare la domanda è superiore a quella di altre compagnie che tutt’ora operano a Malpensa, i nostri tassi di riempimento dei voli ne sono la conferma”. Le politiche italiane non hanno annebbiato la vista di easyJet, che afferma: “Il segreto del posizionamento al Terminal 2 è ed è stato credere che esista una domanda di dimensioni interessanti da catturare. I risultati ci hanno dato ragione e abbiamo deciso di continuare a investire sullo scalo, non solo su aspetti hard di prodotto anche su quelli soft come il look & feel degli spazi”.

Missione corporate
Con Flavio Ghiringhelli, ex Amadeus, Alitalia e Meridiana, inizia ora la missione sulle aziende, che già alimentano per il 18% il bacino di clientela della low cost (sono 9,5 milioni di 54; aumentati di un milione nell’ultimo anno, ndr). “I target ai quali ci rivolgiamo sono innanzitutto le imprese italiane e le Tmc (Travel management company) che offrono loro la gestione delle trasferte - spiega il manager nominato head of sales -. Abbiamo preparato un serrato piano commerciale per il primo trimestre dell’anno, mirato a presentare la nostra offerta e a garantirgli un’immediata efficienza nella gestione dei costi di viaggio, attraverso accordi di collaborazione su misura”.
L’altro passo è la nascita di un team di sales “che vedrà dislocate le risorse di riferimento nelle aree di maggior concentrazione dei viaggi d’affari”, annuncia Ghiringhelli. I valori che la compagnia mette in evidenza sono rappresentati “dal volare sugli aeroporti principali, sull’on time performance, i servizi accessori dedicati e la flessibilità necessaria a questo tipo di spostamenti, al giusto prezzo”.

La Diesel dei cieli
Nell’azione di pushing sul mercato italiano rientra poi il lavoro che la neo marketing manager, Noemi Frisoli, sta avviando. In Saatchi & Saatchi si è occupata di Alitalia e in Diesel di brand positioning. Cosa farà per la low cost? “Andremo a lavorare sul brand e su come easyJet è percepita in Italia – spiega -. Vogliamo discostarci da un’immagine di pura lcc e iniziare a trasmettere valori più solidi: il passeggero italiano ci sceglie non solo perché abbiamo prezzi competitivi, ma anche per la scelta di destinazioni e la comodità di orari e aeroporti serviti in Europa. E per quegli aspetti irrazionali di marca che in qualche modo ci rendono la “Diesel del mondo aereo”. La sfida del marketing nei prossimi mesi “sarà quella di compensare gli investimenti più tattici che ci portano risultati immediati, con investimenti a lungo termine che lavorino sull’immagine”.




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