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Boeing 737 Max, altro rinvio: volerà nel 2020. Iata: "Ci sia unanimità"

04/09/2019 11:07
Serviranno maggiori approfondimenti sui sistemi di controllo sotto accusa per gli incidenti degli scorsi mesi. De Juniac: "La certificazione sia collettiva, no a decisioni diverse nei vari Paesi"

Non c’è pace per il Boeing 737 Max. Se le previsioni, fino ad oggi, erano quelle di rivedere in pista il velivolo per novembre, i tempi sembrano allungarsi ancora, dal momento che Boeing non ha ancora convinto le autorità americane e internazionali della validità dei cambiamenti di sicurezza apportati alle sue tecnologie di pilotaggio automatico.

Come riporta il Sole 24 Ore, il nuovo problema si è presentato durante l'incontro agostano tra i vertici di Boeing e le autorità dell'aviazione, tra cui quelle statunitensi, europee e brasiliane. I funzionari delle authority, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, hanno abbandonato in anticipo il meeting denunciando la carenza di dettagli tecnici e di risposte a specifici quesiti da parte dell'azienda al riguardo delle modifiche al sistema di controllo dei Max 737, a detta di molti “punto debole” del velivolo e responsabile dei due tragici incidenti degli scorsi mesi.

Boeing deve ora produrre, prima alla statunitense Faa e poi agli altri, altra documentazione sui cambiamenti ai suoi software e hardware. Poi serviranno i test. Insomma, difficilmente potranno essere rispettate le previsioni di poter mettere nuovamente in servizio i 737 Max entro Natale. Fonti europee indicano come plausibili date non prima di gennaio e forse più tardi.

Southwest e Air Canada hanno già rinviato all'anno prossimo qualunque loro ritorno in servizio. United Airlines ha invece per il momento spostato al 19 dicembre la data entro cui prevede di poter far decollare i suoi 737 Max.

Nel frattempo Iata si è detta preoccupata di eventuali discrepanze tra i diversi paesi sulla reintroduzione del Boeing 737 Max,  con il direttore generale Alexandre de Juniac che ha detto: “In questo caso non stiamo vedendo la normale unanimità tra gli organi preposti al governo dei voli nei diversi paesi”, auspicando una certificazione collettiva. La Faa ha replicato spiegando che “ogni governo nazionale prenderà le sue decisioni sul ritorno in servizio dell’aereo”.


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