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Il caso Thomas Cook svela una carenza legislativa

05/12/2019 11:22
Alla luce della débâcle del colosso inglese e di 32 vettori, servono altre riforme. Il Parlamento Europeo si è reso conto con la Risoluzione del 22 ottobre 2019 che, però, ha concentrato la sua attenzione sul singolo biglietto aereo - di Stefania Vicini

Negli ultimi anni, nel settore del travel, si è assistito al crollo di alcuni castelli, i nomi sono noti ed hanno interessato non solo il nostro mercato, ma anche quello estero, basti pensare alla recente débâcle di Thomas Cook. Le cause? Secondo l’avvocato Carmine Criscione, dello Studio Legale Criscione e consulente legale di Welcome Travel, “sono chiare, tra situazione di mercato, competizione online che indebolisce, scelte gestionali sconsiderate e, nel caso di Thomas Cook, anche la Brexit”. Uno scenario non facile, ma cosa è successo dal punto di vista giuridico? “La direttiva comunitaria del 2015 ha portato al DLgs 62 del 1 luglio del 2018, prendendo in maggiore considerazione il problema dell’insolvenza - spiega l’avvocato a Guida Viaggi -. Problema ben chiaro a livello comunitario, a fronte del fallimento di adv e di t.o”.
Il legislatore comunitario ha rafforzato la tutela obbligatoria per “la polizza per insolvenza negli Stati membri, predisponendo gli accorgimenti per verificare se adv e t.o. ne fossero muniti”.
Le due polizze obbligatorie sono la RC e quella per insolvenza e per il fallimento. L’avvocato, se da un lato sottolinea che “rispetto al passato è un meccanismo che funziona abbastanza bene”, dall’altro osserva che ci sono alcuni elementi ancora da registrare. In pratica le normative ci sono, ma “c’è bisogno di qualche ritocco”.

Cosa ci insegna Thomas Cook a livello giuridico? “Il crac di Thomas Cook ha messo a nudo una carenza del sistema normativo: la protezione reale, in caso di insolvenza attualmente è prevista solo per il contraente di un contratto di pacchetto turistico ed in caso di servizi turistici collegati che sono gli unici “prodotti” per i quali è previsto l’obbligo delle polizze con coperture in caso di insolvenza e fallimento - spiega l'avvocato Criscione -. Non si tratta di una falla del solo sistema giuridico italiano, che si è limitato a recepire la Direttiva UE 2015/2302 la quale, a sua volta, nulla aveva previsto in merito ai singoli servizi turistici. Oggi, chi acquista un singolo servizio turistico non ha la certezza di avere la protezione in caso di insolvenza o fallimento del fornitore. La stessa recente Risoluzione del 22 ottobre 2019 del Parlamento Europeo si è “limitata” ad invitare la Commissione a programmare riforme soltanto in caso di responsabilità del vettore aereo”.

 A che punto è il sistema normativo oggi? A detta dell'avvocato il sistema normativo attuale "ha finalmente una sua autonomia; tuttavia, alla luce del collasso di Thomas Cook e del fallimento, dall’inizio del 2017, di ben 32 compagnie aeree, è opportuno procedere con altre riforme e di questo aspetto si è già reso conto il Parlamento Europeo con la Risoluzione del 22 ottobre 2019 che, però, ha concentrato la sua attenzione solo sul singolo biglietto aereo, mostrando disinteresse per tanti altri singoli servizi turistici meritevoli di altrettanta tutela”. Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo all'intervista pubblicata sul numero 1582 di Guida Viaggi.

Stefania Vicini                     


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