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Aeroporti: no alla speculazione sugli incentivi

14/05/2020 10:10
Accordi con le compagnie nodali per la ripartenza, ma con comunione di obiettivi. I gestori chiedono regia centrale e regole tempestive e adattabili - di Paola Olivari

Tra protocolli sanitari e regole univoche ancora nell’incertezza, l’altro argomento caldo sul tavolo dei gestori aeroportuali riguarda gli incentivi. Perché se il trasporto aereo è nodale per la ripartenza - non solamente del turismo, ma di tutta l’economia mondiale - lo è altrettanto il fatto che la crisi pone alcune compagnie in posizioni migliori di altre. L’intero scacchiere mondiale si prepara a nuovi scenari globali e il traffico domestico, che a questi è strettamente correlato, non rimane a guardare. L’argomento è stato affrontato durante l’ultimo e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi.

“In attesa della ripartenza, gli incentivi, nuovi o addizionali, rappresentano una richiesta portata avanti da ogni vettore nei confronti di tutti gli aeroporti. È una guerra tra poveri”. Non usa mezzi termini David Crognaletti, chief commercial officer Aeroporto Cagliari Elmas. “Ci sono Paesi, come la Croazia, che stanno offrendo incentivi non solamente come gestori aeroportuali ma di Stato. Questo non sarebbe consentito ma in un momento in cui la Germania ha dato 10 miliardi di euro a Lufthansa e la Francia oltre 7 a Air France, tutto è saltato. Abbiamo informato la Regione Sardegna. Ritengo utile un intervento di Enac a beneficio di tutti per definire che non ci dovranno essere ulteriori incentivi rispetto a quelli già contenuti negli accordi. Senza unità c’è il rischio di finire in fondo alla lista della ripresa dei voli”.

“La capacità che sarà inizialmente messa in campo dalle compagnie sarà molto inferiore rispetto al pre-pandemia - ha spiegato Camillo Bozzolo, direttore commerciale sviluppo aviation Gruppo Save - e molte falliranno, specie se per attirare la domanda si abbasseranno le tariffe. D’altra parte, per i vettori più forti sarà l’occasione di acquisire marketshare e in questo senso non vedo sufficienti gli incentivi. Non serve negoziare”.

“Non chiediamo aiuti esterni - aggiunge Alberto Cominassi, direttore operazioni Sacbo - e affrontiamo il mercato con quello che abbiamo nel cassetto. Concordo sull’idea di una regia centrale e sul fatto che l’Italia si debba muovere in modo unito”.

Anche da Piero Righi, direttore generale Aeroporto di Genova, che auspica interventi finanziari rapidi, arriva il “no alle asimmetrie” e l’esigenza di “affrontare la perdita di capacità rivedendo i piani finanziari”.

“Riguardo l’aspetto finanziario - ha spiegato Giovanni Scalia, a.d. Aeroporto di Palermo - siamo anche noi in fremente attesa arrivi qualcosa. Urgono un allineamento di pensiero per favorire uno sviluppo complessivo dell’intera catena e accordi di partnership di lungo periodo con vantaggi per tutti gli attori. La Regione Sicilia lavora a un piano di supporto al turismo e attendiamo una convocazione per capire si ci sarà spazio anche per i gestori, senza i quali nessun trasporto è possibile”.

“Per il settore servono regole tempestive ma temporanee, costantemente adattabili al mutare della situazione”. La pensa così Giovanna Laschena, vicedirettore centrale economia e vigilanza aeroporti Enac, che incalza portando l’evidenza sulla “flessibilità, per capire le esigenze del sistema e in grado di sfruttare quanto abbiamo, tenendo anche conto del fatto che, alla ripresa, ci saranno inizialmente pochi passeggeri e si potranno sperimentare le best practice da attuare quando la ripresa sarà più solida. È necessario trovare, in accordo con il ministero della Salute, misure alternative e per i nuclei familiari, e aspettiamo lumi anche sui test sierologici su base volontaria, che possono essere utili per ridurre il distanziamento. Sui contributi pubblici si dovrebbe operare in sintonia e serve una cura per tutto il sistema individuando le priorità”.

“Prima di parlare di incentivazione - ha concluso Valentina Lener, direttore generale Assaeroporti - eviterei di parlare di disincentivazione, che ci rende meno attrattivi di altri aeroporti nel resto d’Europa. Non scaviamoci la fossa da soli. Sono indispensabili l’incentivazione della ripresa dell’intero settore del trasporto aereo, la pianificazione della ripartenza e di tutta la mobilità dei passeggeri e l’attuazione di un piano di intermodalità. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ci ha confermato che il piano nazionale aeroporti è ancora nella volontà del Governo e sarà affrontato dopo la crisi”.

Paola Olivari


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