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Torniamo chef e sarti, il viaggio è narrazione

27/06/2016 - numero Edizione 1507

Non perdere valore (nel senso di fatturato e competenze), governare il cambiamento e reagire velocemente: queste le conclusioni della round table che ha visto i partecipanti confrontarsi su un tema ormai universale, quello della riorganizzazione. “L’online b2b o b2c è un non-problema, l’abbiamo affrontato e andremo avanti, stiamo ragionando a un progetto con Google”, dice Alessandro Biasi. La domanda piuttosto è “perché devo andare in agenzia – si chiede il manager di Hotelplan -? L’opinione comune è che non sia esattamente un comportamento smart”.
“Che la tecnologia abbia portato scompiglio, all’industria e nel consumatore, è fuor di dubbio – interviene il presidente di Netcomm, Roberto Liscia -: siamo in un periodo transitorio, come quelli post bellici le aziende devono ri-configurarsi, ma gestire il cambiamento senza perdere valore. Internet non ha semplicemente abbassato i prezzi, ne ha cambiato la struttura e non è un canale discount. Di qui l’unbundling: quello spacchettamento che nel sistema complesso del turismo sta avendo gli effetti più complicati di altri settori, cito l’abbigliamento o il food”. La strada è abbastanza obbligata: “L’offerta va ripensata, costerà farlo, altrimenti il consumatore si approvvigionerà altrove”. E oltre a questo, una notizia di cui tener conto: per effetto del commercio online i prezzi continueranno a scendere, “internet è deflativo”, dice Liscia. Provoca cioè la diminuzione del livello generale del pricing. Consolerà sapere che siamo agli inizi del processo, tuttavia non possiamo aspettare che la storia sia finita e nel percorso di ri-configurazione “consideriamo di dovere gestire un individuo e non un mercato, personalizziamo i servizi, come l’abbigliamento fa con il tailor made, che online ha successo”. Per “su misura” Roberto Liscia intende che il cliente vuole comporsi il viaggio: “Desidera configurarsi il prodotto; il vantaggio del turismo è che è soprattutto narrazione, non solo tecnologia”. Andando incontro alle evoluzioni qui descritte Alidays Travel Experience ha persino cambiato il nome all’azienda, togliendo la parola tour operator e ha una media di pratiche di viaggio da 7mila500 euro. “Con Fluidtravel.it il nostro diventa un viaggi-attore, come gli chef nel food e il sarto per gli abiti su misura; nell’organizzazione della vacanza l’agente che confeziona è molto importante”, conclude l’ad Davide Catania.                                 



Paola Baldacci

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