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Gli intoppi dietro l’euforia

04/12/2017 - numero Edizione 1538

La bilancia commerciale è positiva, il turismo italiano si sviluppa, ma il risiko dei cieli lascia ancora delle caselle scoperte. Più interazione e infrastrutture per vendere il prodotto Italia all’estero

Siamo resilienti alle crisi, il tessuto imprenditoriale regge e la bilancia commerciale è positiva”. Queste le indicazioni sul mercato italiano provenienti da Paolo Borzatta, a.d. Ambrosetti Group, che nel corso del 15esimo BizTravelForum ha illustrato i risultati dell’Uvet Travel Index, l’indice di fiducia basato sulla dinamica dei viaggi d’affari e che offre informazioni in tempo reale e predittive sui trend economici e, di riflesso, del mondo travel.

Le prospettive
“Per il 2018 ci aspettiamo una crescita trainata dalle economie emergenti con un +3,8% di incremento atteso per il Pil mondiale – ha anticipato Borzatta -. In Italia aumenta la fiducia, i business leader sono positivi e stimano una crescita compresa tra il +1,7 e il +2,1%”. Dal mercato internazionale una riconferma: le aree in maggiore espansione sono Asia (in particolare l’area geografica cosiddetta Asean), Medio Oriente, Nord Africa e Africa sub-sahariana. E’ stato sottolineato, in particolare, il ruolo dominante della Cina, che con la strategia del “One Belt One Road” sta cambiando la faccia geopolitica dell’Eurasia. Considerazione che non può essere trascurata dalle compagnie aeree italiane. A cominciare da Blue Panorama, ormai entrata nell’orbita gravitazionale del Gruppo Uvet. L’amministratore delegato Giancarlo Zeni, prima, il presidente Luca Patanè, poi, lo hanno detto chiaramente: stiamo sviluppando un progetto in Cina. Il vettore ha annunciato un “+40% di passeggeri, un aumento della produttività grazie ad un intenso lavoro di formazione del personale piloti”. Il risiko dei cieli, pur con l’annessione di questo pezzo di industria aerea al gruppo e con l’avvio delle operazioni di Meridiana-Air Italy sotto il segno di Qatar Airways, non si è ancora ricomposto. Alitalia lo sa bene. Il commissario Luigi Gubitosi ha sì parlato di ricavi in aumento dell’1% da giugno a fine ottobre, ribadendo che in cassa ci sono ancora 845 milioni di euro sui 900 ricevuti dalle due tranche di prestito ponte, ma il programma operativo non potrà andare oltre un anno di “vision”, vista l’imminente cessione. Il prossimo obiettivo è la creazione di un portale sull’Italia: booking voli, treni, eventi e informazioni sul Belpaese, il tutto in collaborazione con Enit e Rai per i contenuti. Un’operazione che dovrà poi essere portata avanti da una nuova proprietà.

Il sistema Paese
Anche il sistema Paese deve fare la sua parte. Zeni ha spiegato che “c’è spazio per nuovi diritti di traffico ma gli aeroporti devono coinvestire in  modo significativo. Attualmente i servizi aeroportuali in Italia sono molto onerosi. Rappresenta la fattura di spesa più grande per i vettori”. E la lotta con i vettori stranieri e le compagnie low cost si fa dura.
Conferma Patanè: “La crisi di Alitalia è coincisa con quella dell’economia italiana, che ha cambiato il mondo, così come hanno fatto le compagnie low cost e sappiamo che cambierà ancora, ma gli imprenditori di questo Paese hanno capacità di credere nelle imprese e di internazionalizzarle”.
Damiano Sabatino, vp e managing director Sud Europa di Travelport, ha indicato una strada: “Il viaggiatore è digitale in ogni momento del viaggio oggi e le imprese hanno grandi opportunità per migliorare la loro offerta e raggiungerlo. Per distribuire il prodotto Italia all’estero occorrono più sinergie tra le imprese. Per la crescita delle low cost, poi, è stata fondamentale la tecnologia. Il 26% delle ancillary vendute da easyJet avviene via App”. La ricetta di Patanè? “Rivitalizzare il Sud, rafforzare l’hub aeroportuale, investire in infrastrutture e usare il lusso come driver per le agenzie, il tutto condito da un forte contenuto di tecnologie e proiettato verso una cashless society”.



Laura Dominici

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