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Napoli e il Sud, la rete virtuosa che riscatta la destinazione

09/04/2018 - numero Edizione 1546

Potenziamento del network aereo e smarcamento da un’immagine negativa

Napoli assiste ad un trend positivo che dura da almeno tre anni e che sta portando vantaggi alle imprese turistiche in termini di fatturato. Se ne è parlato alla trentatreesima edizione di MARTEDIturismo by Guida Viaggi, ospitata nel capoluogo campano. Grazie ad un cambio di immagine, che è riuscito a rimuovere problemi annosi come la criminalità e la spazzatura, la città assiste ad un rilancio che ha portato le strutture ricettive a conquistare il 75% di occupazione su base annuale. Si tratta di una rete virtuosa che ha saputo muovere a fattor comune l’obiettivo di fare di Napoli una destinazione turistica. Gli imprenditori locali stanno ora spronando il Comune verso la creazione di una Dmo (Destination Management Organization), un organismo deputato al marketing della città, e molto probabilmente il progetto si concretizzerà. Si sta lavorando al bando per la gara e l’aspettativa è di avere l’ente operativo nel 2019.

"La città è cresciuta nonostante le istituzioni, una rinascita frutto di fenomeni non coordinati, partiti dal basso: dal mondo imprenditoriale e da iniziative sociali che hanno contribuito a creare posti di lavoro - ha osservato Antonio Izzo, presidente di Federalberghi Napoli -; non ultimo l'eccellente opera dell'aeroporto di Napoli nell'internazionalizzare le destinazioni. Oggi abbiamo 40 rotte dirette".
“Gli argomenti negativi sono andati nel dimenticatoio – ha proseguito Izzo - e gli aspetti positivi di rinascita dei quartieri hanno aiutato. Sono sorti nuovi itinerari, dall’anno scorso vengono promossi i giri turistici a Scampia”.
L’aumento del Revpar (rendimento per camera disponibile) ha fatto la sua parte incoraggiando gli investimenti: “Le tariffe troppo economiche fino a poco tempo fa scoraggiavano i player ad investire e non consentivano di rinnovare le strutture”, ha confidato Izzo. La Film Commission regionale sta lavorando bene e si registra un buon fenomeno di flussi legati al cineturismo. Un’ulteriore boccata d’ossigeno dovrebbe arrivare dalle Universiadi nel 2019, per le quali sono attesi 11mila atleti e altrettanti accompagnatori. Resta però il problema della permanenza, visto che il turista a Napoli si ferma poco meno di due notti.

Di potenzialità del mercato ha parlato Andrea Andorno, coo Air Italy, spiegando che la compagnia ha previsto un piano di forte crescita in cui il Sud avrà un ruolo fondamentale. “Siamo i primi ad avere macchine Boeing di ultima generazione – ha argomentato il manager - che collegheranno Malpensa con Napoli, Lamezia, Catania e Palermo, permettendo ai flussi intercontinentali da New York, Bangkok, Miami e Shenzen, per citarne alcuni, di raggiungere il Sud Italia. A differenza di altri vettori che si focalizzano sul point to point, Air Italy garantirà una connettività con un prodotto di lungo raggio e full service continuativo nell'arco dell'anno". Il sistema di trasporto che Air Italy sta organizzando prevede anche l'arrivo di cinesi in Campania. Schenzen, inoltre, è vicina ad Hong Kong e ha un bacino di passeggeri con un reddito medio-alto e interessato a visitare non soltanto  Milano, ma anche il resto d'Italia. Air Italy sta dialogando anche con altri vettori per spingere su aree come Asia e Sud America. Nelle ultime 3-4 settimane il servizio di feederaggio ha cambiato verso e in questo momento i mercati esteri stanno vendendo più che l’Italia.

Il merito
dell’aeroporto

Di grande merito all'aeroporto di Napoli (traffico raddoppiato negli ultimi 4 anni passando da 50 a 100 destinazioni coperte, ndr) ha fatto riferimento anche Gino Acampora, managing director Acampora Travel, “perché il dramma del Sud è che se non ci sono i voli i turisti non vengono”. Tutto questo non basta: “La Campania è l’unica regione a vocazione turistica con un solo aeroporto. Noi speriamo in un'altra infrastruttura, perché la costa cilentana in particolare risente di questa mancanza di collegamenti”. Le istituzioni fanno la loro parte per complicare il quadro: “Manca una legge nazionale sul turismo, manca un ministero, per la tassa di soggiorno ogni Comune si esprime con un regolamento e un importo diversi”. Servizi igienici carenti, scioperi improvvisi agli scavi archeologici sono altri nei dell’offerta che non impediscono però la corsa ad accaparrarsi prodotto. “Negli ultimi tre anni – ha ammesso Acampora, che lo scorso anno ha movimentato 725mila passeggeri  – l’interesse per l’Italia è cresciuto sensibilmente. Tui partirà con due grossi investimenti in Calabria, approderà con il concept Magic e stanno cercando strutture in Puglia e Sicilia. Nel 2019 programmerà un charter dalla Germania su Lamezia”.

Innovare il prodotto
Il turismo però è programmazione, i grandi operatori stranieri trattano già i “palinsesti” del 2020-2021. Si tratta quindi di sensibilizzare le istituzioni e gli operatori per garantire eventi, pricing e prodotto con un anticipo adeguato. Anche a livello di offerta il salto di qualità va fatto, perché gli operatori chiedono di innovare il prodotto: “Il segreto è farlo in modo impeccabile”, ha spiegato Acampora. Altro limite allo sviluppo per il manager sono le scuole di turismo, con allievi che non conoscono le lingue straniere e che faticano a gestire una clientela internazionale. Ostacoli legati al fisco sono poi quelli collegati all’indennità disoccupazione, visto che la nuova Naspi garantisce 12 mesi di copertura soltanto lavorandone 8, poi c’è il cuneo fiscale del costo del personale, “molto alto – ha sottolineato il manager – rispetto a quello che Tui pagherebbe in Germania”.

Il feeder delle crociere
Il settore delle crociere vede a Napoli un player d’indiscussa leadership come Msc che quest’anno porterà 165mila turisti con 38 toccate nave, tutti i lunedì fino a novembre a partire dall’11 giugno. “In realtà tutto il Meridione è per la nostra compagnia centrale nelle attività del Mediterraneo, movimentiamo nei porti del Sud Italia 900mila passeggeri dei quali 550mila internazionali, offrendo 35 escursioni che l’80% dei passeggeri effettua – argomenta il country manager Leonardo Massa -. L’internazionalizzazione è un fattore implicito per noi, i mercati tedesco, spagnolo, statunitense e giapponese sono fra i principali e se fino a vent’anni fa il Mediterraneo d’inverno non era contemplato nelle scelte vacanziere, oggi abbiamo un’offerta di 6mila cabine nella stagione fredda”. Msc Seaview, che sarà  battezzata il 2 giugno, sarà la protagonista degli itinerari nel mare nostrum occidentale in crociere di 7 notti.

Segmento mice
Molto in termini di internazionalizzazione delle presenze, priorità del turismo al Sud per aumentare gli introiti e allungare la stagionalità, potrà dare il segmento mice. Infatti, ammonta  a 200 euro la spesa media del congressista contro i 60 di un turista. A questo sta lavorando il Convention bureau di Napoli con la sua direttrice Giovanna Lucherini: “Non eravamo percepiti come una destinazione congressuale fino a due anni fa - spiega -: la costiera amalfitana e Capri godono di ottima visibilità, ma non Napoli. Abbiamo iniziato a posizionarla in questo segmento e creato il prodotto, collaborando con Mpi (Meeting professionals international), per la promozione all’estero. Inoltre siamo riusciti ad accedere a un fondo regionale destinato al mice, distinguendoci nella Regione italiana che li ha utilizzati al 97%”. Il capoluogo campano è la prima città del Sud e la quinta italiana per numero di sedi congressuali (dopo Roma, Milano, Firenze e Torino), incluse dimore storiche e musei. Si caratterizza, però, per il forte peso degli eventi locali (il 60%), mentre i congressi internazionali si concentrano maggiormente al Nord. Per avere più peso a livello globale, Lucherini con il Cbn si è fatta promotrice di una iniziativa di collaborazione che intende mettere in rete le realtà meridionali del settore. “ L’obiettivo è quello di abbattere barriere e mettere in condivisione best practice tra realtà territoriali che possiedono numerose caratteristiche comuni - conclude -. Regioni, città o isole che non devono lavorare in concorrenza, ma in armonia per incrementare il numero di convegni organizzati nelle località meridionali, fornendo un servizio di livello sempre più elevato”. Sulla qualità combattono anche le guide turistiche, comparto che da lustri attende un quadro normativo nazionale e oggi si trova a fronteggiare il fenomeno delle “esperienze” di cui portali come Airbnb sono ghiotti e stimolano i locals alla creatività. Lezioni di pastiera napoletana e come fare il limoncello spopolano sul web, mentre lo sforzo dei professionisti è quello di tenere alto l’interesse culturale. “Anche noi abbiamo cambiato la modalità di storytelling, non offriamo solo nozioni, ma si tenga presente che il nostro target è il turismo di massa che ha bisogno di essere gestito con altre modalità: anzitutto professionalità e gestione delle non poche criticità quotidiane con gli imprevisti nella logistica, nei luoghi di visita, con i clienti stessi. Solo guide preparate e con esperienza possono rappresentare le agenzie e il territorio, per noi turismo esperienziale significa culturale”, chiosa Pietro Melziade, presidente delle guide turistiche campane. 

 



Paola Baldacci e Laura Dominici

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