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Blockchain alla base del modello Trips Community

04/11/2019 - numero Edizione 1580
Le transazioni si basano sugli smart contract, usando criptovalute come moneta di scambio
 

Si chiama Trips Community, è una piattaforma di prenotazioni peer to peer per alloggi extralberghieri basata sulla blockchain, senza Ota, ma con contatto diretto tra le parti. Le transazioni tra guest e host si basano sugli smart contract, usando criptovalute come moneta di scambio. Alla base c’è la community di host e guest, che partecipano al progetto, dialogando sulla piattaforma collaborativa Discord. L’obiettivo è diventare una Dao, cioè un’organizzazione autonoma decentralizzata senza un proprietario univocamente definito.
L’idea è nata nel giugno del 2017 “quando l'emergere del network Ethereum, una criptovaluta diversa dal Bitcoin, rende possibile teorizzare sistemi di organizzazione alternativi alle aziende”, spiega il ceo & founder, Luca De Giglio.

Gv: Come nasce Trips Community e perché?
“L'esigenza di una piattaforma non predatoria stava iniziando a nascere nel momento in cui diventava sempre più evidente che Airbnb non era una startup nata per migliorare il mondo secondo la narrativa tipica della Silicon Valley, ma un'azienda alla ricerca di profitti. Cosa, ci tengo a sottolinearlo, perfettamente legittima. Avevo previsto come questo risveglio dal sogno Airbnb dell'host si sarebbe poi trasformato in delusione, quindi Trips Community nasce per rispondere alla necessità di una piattaforma neutra”.

Gv: Quali sono i suoi tratti distintivi rispetto al resto del mercato?
“Le differenze sono molteplici, rappresentiamo un cambio totale dei fondamenti stessi delle corporazioni. Le aziende moderne sono strutturate gerarchicamente e hanno nel profitto tendente verso il vertice della piramide l'incentivo più importante che ne garantisce l'efficacia. Attraverso la blockchain aperta il profitto non arriva al vertice, ma viene catturato dalla base. Viene distribuito in maniera automatica ed immediata tra i partecipanti al network stesso. Questo è il concetto della tokenizzazione. E’ un po' come se Booking.com emettesse delle quote e le distribuisse non solo agli investitori, ma anche agli albergatori e clienti in base alle prenotazioni effettuate, senza puntare al profitto, ma alla sostenibilità e al miglioramento della piattaforma. Da questo stravolgimento delle dinamiche aziendali derivano una serie di differenze altrettanto importanti”.

Gv: Quali sono?
“Una riguarda l'azienda. Abbiamo aperto un'azienda per lanciare la piattaforma, ma il nostro punto di arrivo ideale non è la crescita dell'azienda, che speriamo rimanga piccola e diventi sempre meno rilevante, ma della piattaforma stessa. Le commissioni. Partiamo da un 5%, ma se dovessimo riuscire a rendere la piattaforma sostenibile con meno, abbasseremo la commissione. Lo scopo è una piattaforma il meno impattante possibile. La governance. Partiamo da un sistema classico dove le decisioni sono prese da un direttivo, ma vorremmo arrivare ad una situazione nella quale le decisioni sono prese attraverso il consenso del network, attraverso sistemi di governance distribuiti (software Dao). Infine, il volontariato, la maggior parte del lavoro fatto in Trips è svolto da volontari appassionati al progetto”.

Gv: In cosa consiste la rivoluzione tecnologica apportata al settore?
“La piattaforma che diventa un protocollo open source. Una volta per telefonare dovevamo pagare delle aziende, poi è arrivato Skype che ha reso il tutto gratuito perché il protocollo distribuito sul quale si basava non richiedeva la presenza di un'azienda. Se oggi possiamo fare videochiamate gratuite su Whatsapp è grazie a questo tipo di innovazione: protocolli aperti e distribuiti. La stessa cosa sta per succedere alle online travel agencies, quasi tutto quello che fanno oggi può essere automatizzato dai software, mentre quello che fanno i loro dipendenti può essere delegato al network”.

Gv: Quali i prossimi passi?
“Un crowdfunding, il miglioramento del software che è al momento in Beta, l'allargamento della community e la creazione di un progetto ottimizzato per il lungo termine. È importante far notare che ci vorranno degli anni prima che l'ecosistema sia pronto per il mainstream”.

Gv: Il suo modello è applicabile anche alla ricettività tradizionale?
“E’ compatibile con la ricettività tradizionale e qualsiasi marketplace online”.  



Stefania Vicini

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