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India in pole position

04/11/2019 - numero Edizione 1580

Il Paese ha scalato il ranking del Travel and Tourism Competitive Index, passando dalla 65esima posizione di cinque anni fa alla 34esima

Ha scalato il ranking del Travel and Tourism Competitive Index, passando dalla 65ma posizione di cinque anni fa alla 34ma: si tratta dell’India. A sottolinearlo il primo ministro Narendra Modi in un recente discorso: “Il 27 settembre si è celebrato il WorldTourismDay e sarete felici di sapere che alcune stimate agenzie internazionali, che elaborano classifiche sugli standard turistici, hanno evidenziato che l’India ha realizzato un grande miglioramento nel Travel and Tourism Competitive Index - ha affermato il primo ministro -. La nostra posizione nell’Index è la 34ma e cinque anni fa era la 65ma. Ciò rappresenta un grande balzo in avanti. Se ci impegneremo ancora di più, entro il 2022, ci ricaveremo un posto tra le maggiori destinazioni turistiche del mondo”. Il primo ministro ha inoltre ribadito il suo appello affinché le persone visitino almeno 15 destinazioni all’interno del Paese entro il 2022. Secondo Modi questo consentirà di comprendere la diversità offerta dall’India. “Almeno 15 destinazioni – ha detto – e se possibile fate un programma di permanenza di una o due notti. Dovresti osservare, comprendere e vivere l'India. Abbiamo così tanta diversità”.
E’ notizia di poco tempo fa la riapertura dei confini del Kashmir ai turisti, sia indiani che internazionali: ad annunciarlo il governo dello Stato, dichiarando di avere annullato l'avviso di sicurezza con cui, nei primi giorni di agosto, poche ore prima che Delhi cancellasse l'articolo 370 della Costituzione che concedeva l'indipendenza allo stato himalayano, aveva fatto evacuare in tutta fretta le migliaia di turisti e pellegrini che vi si trovavano. L'invito mira soprattutto al turismo invernale: ma molti media indiani giudicano l'annuncio paradossale, considerate la complessa situazione della regione: saracinesche abbassate, trasporti fermi, scuole e uffici deserti. Uno scenario surreale anche per i viaggiatori più estremi.
Il Paese ha, inoltre, allentato la politica in materia di visti elettronici per i cittadini cinesi, in un momento in cui i leader delle due nazioni si erano incontrati per il secondo vertice informale. "A partire da ottobre 2019, i cittadini cinesi possono richiedere un visto elettronico con validità di 5 anni con più ingressi. La tassa per questo visto elettronico con ingresso multiplo di 5 anni sarà di 80 Usd", recita una dichiarazione dell'ambasciata. Inoltre, è stato deciso che i potenziali turisti possono usufruire di un visto elettronico per ingresso unico di 30 giorni con una fee ridotta di 25 Usd, mentre per il visto elettronico di 30 giorni nei mesi da aprile a giugno, la fee sarà di $ 10.
Continuerà anche a essere offerto il visto elettronico a ingresso multiplo di un anno a una tariffa ridotta di 40 Usd. Oltre a quanto sopra, il visto elettronico medico, il visto per conferenze e il visto elettronico business per ingressi multipli di un anno continueranno ad essere emessi dalla piattaforma online.
Si prevede che questa liberalizzazione migliorerà ulteriormente gli scambi interpersonali tra i due Paesi e incoraggerà un maggior numero di turisti cinesi a scegliere l'India come destinazione turistica.    



Nicoletta Somma

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