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Dal 1990 ad oggi: la fotografia dei viaggi degli italiani

17/07/2013 17:20
Sempre più viaggi all'estero e sempre meno imprese in Italia: la ricerca di Marketingdelterritorio.info e Federturismo Confindustria
Gli italiani sono i meno innamorati del Bel Paese, preferiscono l’estero per i loro viaggi e questo si ripercuote anche sulle imprese e l’occupazione del settore. È quello che risulta dalla ricerca che il portale Marketingdelterritorio.info pubblica sui trend e le evoluzioni del turista italiano negli ultimi 20 anni.
La ricerca è stata effettuata in collaborazione con Federturismo Confindustria e illustra i principali aspetti del comportamento dei viaggiatori, le criticità del sistema turistico italiano e infine propone alcune riflessioni per trasformare e valorizzare al meglio il patrimonio culturale del nostro Paese.
I numeri, raccolti da Federturismo (su dati di Banca d’Italia e Istat), parlano chiaro: c’è stato un aumento eccezionale dei viaggi dall’Italia all’estero: erano 25.897.000 nel 1990, sono stati 78.703.000 nel 2012. Inoltre sono 5.523 imprese alberghiere in meno tra il 1990 e il 2012; quasi 100.000 occupati in meno nel settore, sempre nello stesso periodo, con una contrazione dell’incidenza diretta sul Pil che è passata dal 5,6% del 2000 al 3,3% dello scorso anno.
Gli italiani dunque viaggiano di meno in Italia e di più all’estero, ma per bilanciare questo trend e farli innamorare nuovamente del Bel Paese è necessario che il sistema turistico diventi più strutturato e armonico. Come conferma Renzo Iorio presidente di Federturismo Confindustria: “L’Italia è un Paese ricco di risorse e con una consolidata tradizione turistica, ciononostante è evidente che soffre di una debolezza diffusa e di una forte incapacità a posizionarsi sul mercato turistico, soprattutto internazionale. Il percorso da fare è ancora lungo. Vanno superate le gelosie tra territori, messe in comune le esperienze positive, valorizzate le diversità. Le imprese devono collegarsi e fare rete per far crescere le loro dimensioni e la loro capacità d’incidere, con una migliore collaborazione pubblico-privato.”

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