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Associazione Startup Turismo: 'NoFrills opportunità per tutto il settore'

09/05/2014 12:25
Intervista al presidente Stefano Ceci: 'Lavoriamo affinché tutti gli appuntamenti in programma possano trasformarsi in un’opportunità di business per i partecipanti'. In otto mesi sono già 45 le startup iscritte nell’ambito della cultura e del turismo. I prossimi obiettivi: 'Vogliamo dar vita ad un incubatore gestito direttamente dai soci dell’associazione'
E' nata solamente otto mesi fa, ma l'Associazione Startup Turismo ha già percorso parecchia strada e sarà una dei protagonisti a NoFrills, il multievento tecnologico che si terrà il 26 e 27 settembre 2014. Con il presidente Stefano Ceci facciamo il punto della situazione su quanto fatto e quali sono i prossimi obiettivi.

Perché avete deciso di partecipare a NoFrills?
“Siamo uno dei soggetti che collabora alla realizzazione degli eventi dedicati alle Startup. Crediamo che sia una grande opportunità per tutto il settore e ci stiamo impegnando al massimo affinché tutti gli appuntamenti in programma possano trasformarsi in un’opportunità di business per i partecipanti”.

Come è nata l’associazione?
“Quasi per caso. Tutto è cominciato su un gruppo di Facebook dove, con altre persone, abbiamo incominciato a confrontarci e scambiare idee. A settembre dello scorso anno, poi, abbiamo deciso di fare il passo successivo e abbiamo costituito l’associazione Startup turismo”.

Quanti sono gli iscritti?
“Attualmente raggruppiamo 45 startup nell’ambito della cultura e del turismo e tutte le aziende che hanno ricevuto fondi dai venture capital hanno aderito all’associazione. Adesso riusciamo a fare massa critica e a fornire soluzioni digitali agli operatori del settore”.

Sono molte le startup italiane nate nel turismo. C’è una spiegazione a questo boom nel settore?
“Per molti anni gli albergatori hanno affidato la loro distribuzione turistica direttamente alle Olta, perdendo il controllo del business, oltre a centinaia di migliaia di euro di commissioni. A questo poi si deve aggiungere che l’Italia è storicamente più arretrata di altre nazioni per quanto riguarda la digitalizzazione. Le startup stanno cercando di recuperare questo terreno che nel corso degli anni si è perso nel confronto degli altri Paesi offrendo servizi b2c ma anche b2b”.

Quali sono i prossimi obiettivi?
“Sono due. Vogliamo dar vita ad un incubatore gestito direttamente dai soci dell’associazione. Questo ci permette di avere un programma dedicato per lo sviluppo di imprese turistiche per chi lavora proprio in questo campo così specializzato. Il secondo è quello di continuare il dialogo con le istituzioni: recentemente il ministro del Turismo Dario Franceschini ha approvato il Laboratorio per la digitalizzazione del turismo alla cui creazione noi abbiamo contribuito. Il prossimo passo sarà quello del tax credit: vogliamo che le piccole e medie imprese del turismo ricettivo abbiano uno sconto fiscale per gli investimenti sulla digitalizzazione”.

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