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Startup e turismo: la strada è ancora lunga

24/06/2014 15:52
L’innovazione digitale va alla conquista del travel online in un contesto poco pronto al cambiamento, dove incubatori e investitori faticano a capire i meccanismi di un settore così complesso. Le competenze tecnologiche le abbiamo, ma dei circa 100 milioni di euro investiti lo scorso anno nelle startup solo 600 mila euro sono stati destinati al settore dei viaggi\r\n\r\n
Il travel online vale circa il 50% dell’e-commerce italiano (e mondiale) ed è appannaggio dei big player stranieri. La sfida delle startup è quella di conquistarne una fetta. Anche in Italia. Non mancano però le difficoltà. L’elenco emerso nel corso della tavola rotonda organizzata oggi a Milano da MARTEDIturismo by Guida Viaggi dal titolo: Startup turismo: l’innovazione è al servizio del trade?” è lungo: interoperabilità dei sistemi, scarsa conoscenza della complessità del settore da parte degli incubatori – e dunque degli investitori -, esiguità di risorse finanziarie da rendere disponibili. Su tutto un livello di “conservatorismo” alto da parte del trade, che frena l’adozione di strumenti innovativi per la gestione del business.
Per contro la creatività degli startupper è elevata, la costituzione dell’associazione Startup Turismo connota un buon livello strutturale del contesto italiano, dove si contano un centinaio di realtà, di cui 40 in seno all’associazione presieduta da Stefano Ceci, che è anche consigliere del ministro Franceschini sui temi digitali.
Non mancano le competenze tecnologiche nel nostro Paese. Peccato che dei circa 100 milioni di euro investiti nel 2013 in startup, solo 600mila euro siano state destinate al travel. Una società come Infotech di Padova già a fine anni Novanta progettava piattaforme distributive con tecnologia Xml per importanti gruppi turistici italiani (vedi Travelante del Gruppo Boscolo), nonché federazioni alberghiere. Progetti, questi, arenati o trasformati in qualcosa di diverso come i gift di Boscolo Tours perché sono nel frattempo cambiate le strategie aziendali. “Nel tema centrale dell’interoperabilità – è stato ricordato – bisogna distinguere due problematiche: una legata ai dati e alla loro codifica, l’altra attinente i processi per evitare le deduplicazioni nelle interrogazioni dei sistemi”. Da parte degli investitori e dei developer riuniti in società come Digital Magics e StartMiUp l’attenzione nei confronti delle startup del turismo è vivace. Gli approcci sono molteplici tra chi sceglie di incentivare networking e formazione tra le società e chi punta alla consulenza nello sviluppo dei business plan e dei revenue model, portando “a bordo” le competenze per fare sistema.
Sul fronte governativo, intanto, la richiesta di tax credit per il turismo digitale è in attesa di conversione in legge entro la fine dell’estate. “La defiscalizzazione potrebbe essere un incentivo alla digitalizzazione, ma non la soluzione al problema di scarso accesso al travel online da parte delle imprese italiane”, spiegano i relatori.
Questi sono solo alcuni degli spunti emersi oggi al 25esimo appuntamento con le tavole rotonde di MARTEDIturismo. Per il servizio completo vi rimandiamo alle rubriche online nei giorni seguenti e a un prossimo numero del settimanale. p.ba-l.d.

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