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Tunisia-Federviaggio: 'Colpo durissimo per l'economia del Paese'

23/03/2015 16:19
Secondo Francesco Sottosanti dovrebbe essere fatta 'una riflessione a sostegno della categoria da parte delle istituzioni in quanto è oramai molto tempo che dobbiamo subire passivamente le numerose calamità nazionali ed internazionali, che rendono sempre più difficile il nostro lavoro e mettono a dura prova la resistenza del comparto'
'Le problematiche degli operatori turistici sono in secondo piano rispetto alla crudeltà dell'azione terroristica, al cordoglio per le vittime ed al rispetto per i parenti delle vittime stesse'. Esordisce così Francesco Sottosanti, direttore nazionale di Federviaggio, commentando a Guida Viaggi i recenti fatti che hanno interessato la Tunisia.
'E' indubbio - prosegue - che, fino all'altro ieri, era considerata un felice esempio evolutivo della cosiddetta Primavera araba, infatti, non era una destinazione a rischio pur nel turbolento panorama del Sud del Mediterraneo. E' datato 19 febbraio 2015 l'ultimo avviso dell'Unità di Crisi del nostro Ministero degli Esteri che recitava 'Si sta assistendo ad un graduale miglioramento delle condizioni di sicurezza nelle grandi città, favorito dalla ricomposizione del quadro politico tunisino a seguito della formazione di un esecutivo condiviso tra le maggiori forze politiche del Paese'. Fatti delittuosi come quello del 18 marzo scorso sono improvvisi, violenti ed imprevedibili - aggiunge il manager -. Ovviamente siamo tutti indifesi riguardo l'imprevedibilità. La Tunisia è un paese che vive molto di turismo; questo è un colpo durissimo per l'economia del Paese'.
Parlando degli operatori turistici italiani Sottosanti mette in luce che 'hanno la Tunisia come importante meta per la stagione in apertura; certamente si sta rivedendo la programmazione e molti dei nostri associati e di altri operatori stanno dichiarando la cancellazione di ogni attività verso il Paese, ma la sicurezza del cliente viene prima di ogni altra cosa'.
Secondo il manager una riflessione dovrebbe essere fatta 'a sostegno della categoria da parte delle istituzioni in quanto è oramai molto tempo che dobbiamo subire passivamente le numerose calamità nazionali ed internazionali, che rendono sempre più difficile il nostro lavoro e mettono a dura prova la resistenza del comparto. E' da sottolineare l'impotenza gestionale che un imprenditore del settore ha verso questo tipo di impedimento produttivo e commerciale'. s.v.

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