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Trump vuole eliminare Brand Usa

23/05/2017 14:05
Sul tavolo del responsabile del budget il dossier sull’organismo di promozione degli Stati Uniti. Lo sconcerto delle associazioni di categoria

In un mese è cambiato tutto negli Stati Uniti: oggi il presidente Donald Trump vuole eliminare l’organismo nazionale di marketing che promuove il turismo, Brand Usa.

Si legge così stamane sulla stampa specializzata di settore Eturbonews.com in un lungo articolo che riprende interviste realizzate con il presidente dell’ente di promozione, Chris Thompson, che solo un mese fa minimizzava sulla revisione delle strategie di ingresso nel Paese, attribuendole al normale cambio della guardia presidenziale. Oggi la situazione è capovolta secondo la ricostruzione della testata, che scrive: “Il turismo non è nell’agenda della terra della libertà, come lo sono i muri di confine e controlli estremi per i visti. Le campagne pubblicitarie di Brand Usa nei mercati chiave oltreoceano per incoraggiare i turisti a visitare gli Stati uniti d’America hanno vita corta”.

Eturbonews esprime la perplessità che l’eliminazione di Brand Usa sia sulla scrivania di due rappresentanti che lo avevano supportato in passato; il ministro del commercio Wilbur Ross (da questo ministero dipende il turismo, responsabile del 10% delle esportazioni, ndr) e il repubblicano direttore dell’Office of management and budget, Mick Mulvaney, nominato da Trump.

Il presidente della U.S. Travel Association Roger Dow ha rilasciato una dichiarazione che dice: “La creazione di Brand Usa è stata uno sforzo bipartisan condotta dai Repubblicani e passata alle Camere con ampia maggioranza, secondo Oxford economics il ritorno dell’investimento è di 28 a 1 e l’agenzia non è mantenuta dal denaro dei contribuenti, inoltre ha contribuito a ridurre il deficit delle casse governative per 50 milioni, la sua cancellazione significherebbe far andare il budget federale ancora in rosso”.

In passato ci sono stati altri tentativi di eliminazione dell’organismo, ancora sotto la presidenza Obama (che ne ha permesso la nascita promulgando il Travel promotion act, ndr), sempre da parte di rappresentanti Repubblicani al Governo. p.ba.


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