EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Gli Indiani d'America vogliono il mercato italiano

31/05/2017 16:24
Sul turismo esperienziale si realizza il primo progetto interamente dedicato ai Nativi che vede coinvolte Brand Usa e Aianta

Cavalca il trend del turismo esperienziale l'associazione culturale Aianta (American Indian Alaska Native Tourism Association), che per la prima volta incontra la collaborazione di Brand Usa nell'organizzazione di un viaggio stampa per il mercato italiano, interamente incentrato sugli Indiani d'America. "Il turismo italiano verso le terre dei nativi americani è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni e nel 2015 è stato il settimo mercato più importante in termini di visitatori. Un trend che s'inserisce su quello degli arrivi internazionali, aumentati dell'80% tra il 2014 e il 2015, raggiungendo la quota di 81mila", spiega la direttrice di Aianta, Camille Ferguson.

L'offerta che Aianta promuove, nella precisa missione di aumentare la conoscenza a livello internazionale della cultura delle 567 tribù indiane presenti negli Usa e contestualmente in esse formare le competenze professionali necessarie ad interloquire con gli operatori, è molto pertinente all'evoluzione che il turismo organizzato sta seguendo nell'intento di intercettare nuove fasce di clientela. A chi oggi viaggia alla ricerca di esperienze al posto della destinazione, i territori degli Indiani rappresentano quanto di più unico.

Navajo Nation
Prendiamo i Navajo, la comunità più estesa con 310mila abitanti in tre Stati (Utah, Arizona, New Mexico), che gestiscono alcuni dei business turistici nei luoghi di maggior richiamo. Nella Monument Valley è il caso dei tour guidati autorizzati a spingersi fino alla base della vallata, ancora oggi abitata da 13 famiglie Navajo. Tra le particolarità, i pernottamenti nelle "hogan", abitazioni originarie ai piedi dei famosi monoliti, set cinematografici di epica memoria. Nei canyon sono proprietari di hotel e ristoranti, di attività commerciali così come di  "trading post", le stazioni di ristoro e commercio lungo le vie di traffico tra Est e Ovest nell'Ottocento, trasformate in musei e centri culturali. "Il turismo è per noi uno dei cinque settori economici più importanti, l'obiettivo principale è quello di 'educare' i visitatori alle nostre tradizioni e alla cultura. Il cinema e i libri hanno molto raccontato di noi, ma vorremmo che i viaggiatori si facessero un'idea personale di ciò che siamo, della realtà attuale e delle origini. Credo che le motivazioni di viaggio stiano cambiando e che in molti vogliano avere una prospettiva personale, non condizionata dagli stereotipi", spiega Donovan Hanley, director of sales di Explore Navajo.

La figura commerciale dedicata all'internazionalizzazione non è diffusa in tutte le comunità di Nativi Americani che hanno una business unit di promozione. Per l'ente del turismo Navajo è nata nel 2005. Con il successo dell'incoming internazionale, l'obiettivo ora è "di creare pacchetti di esperienze per gruppi europei; l'Europa è il primo bacino di provenienza internazionale e dobbiamo lavorare sulla messa a punto di prodotti bene organizzati che vadano oltre gli arrivi individuali". L'inbound asiatico non è attualmente una priorità.

Obiettivi
Dal milione e 900mila arrivi del 2015, Aianta intende raggiungere i 2,3 milioni fra tre anni e 48mila posti di lavoro nel comparto. Tra le iniziative ha lanciato il programma di marketing "Go International" per formare gli addetti ai lavori nell'ottenere maggiore visibilitá all'estero, come distribuire il prodotto, lavorare con i media, creare nuovi pacchetti adatti a un pubblico non domestico. p.ba.

 


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte