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Uvet più vicino alla presa di Blue Panorama

31/07/2017 14:10
“Ad oggi è l’unica offerta concreta per la compagnia”, ha annunciato il presidente Luca Patanè, che conta di definire entro settembre il closing, per poi attendere l’ok dell’Antitrust. “Entro l’anno dovremmo avere una compagnia aerea”

“Non l’abbiamo ancora comprata, ma siamo vicini alla presa”. A dichiarare la molto probabile acquisizione di Blue Panorama da parte di Uvet è Luca Patanè, presidente del gruppo, che venerdì ha convocato i giornalisti e il suo “dream team” (i manager che con lui condividono gli step di crescita) per la conferenza di oggi. Una genesi, quella del progetto di acquisizione, nata un po’ per caso, una sorta di sfida personale e aziendale, leit motiv che da sempre caratterizza le mosse del gruppo e del suo presidente.

“Poco tempo fa dicevo che non avrei mai avuto a che fare con compagnie aeree, poi anche la storia di Alitalia ha inciso sulla mia decisione. Le opportunità – ha commentato il presidente – ci sono e siamo andati avanti”.

Così avanti che “ad oggi la nostra è l’unica offerta concreta per la compagnia. Pensiamo di fare il closing verso settembre e poi si innesterà una fase di 2-3 mesi per la verifica dell'Antitrust, ma entro fine anno dovremmo avere una compagnia aerea”.

I numeri del gruppo sono stati, a detta di Patanè, un buon motivo per intraprendere il passo. “Sono in crescita da anni, il nostro perimetro si sta allargando e il progetto di vertical integration ora vede anche l’ingresso di una compagnia”. Si parla di 9 millioni di posizione finanziaria e 20 milioni di Ebitda nel 2017 (includendo nel perimetro Settemari).

Il vettore dispone attualmente di 10 aeromobili (7 737 e 3 767 per charter e linea) e quest’anno movimenterà 1.650.000 passeggeri circa. “Noi siamo sempre una nicchia – sottolinea Patanè – ma sarà una nicchia contraddistinta dall’innovazione. Come azienda italiana sono convinto che abbiamo qualcosa da dire sul turismo e mi spiace vedere i gruppi stranieri che si prendono l'Italia. Le aziende del turismo sono soppravvissute alla crisi e hanno qualcosa da dire, possiamo giocare un ruolo anche in Europa”.

Il businessplan prevede un rinnovamento della flotta sul lungo e sul medio raggio: “Abbiamo bisogno di macchine di lungo raggio più performanti – ammette Patanè – e cercheremo di omogeneizzare la flotta. Pensiamo anche ai Dreamliner, se i conti lo consentiranno, e punteremo sulle partnership”.

Sulla gestione delle attività aeree, si è così espresso: “Seguirò in primis io alcuni aspetti, entrando nei meccanismi del business romano per trasmettere i valori di Uvet in azienda. I nostri valori vanno trasmessi e la compagnia aerea è un business non usuale”. l.d.


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