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Le agenzie di viaggio nelle esperienze di Airbnb

30/11/2017 11:10
Arriva l'annuncio dell'apertura alla distribuzione turistica tra gli host delle attività che hanno valso alla piattaforma sei milioni di dollari nel primo anno. In Italia riceve 150 proposte alla settimana

A Los Angeles un host propone persino una passeggiata con i lupi: è un'esperienza, bellezza! Sono il fenomeno dell'anno le "experiences" che Airbnb ha lanciato esattamente un anno fa in dieci destinazioni-test, tra le quali Firenze, creando un prodotto che nel mondo ha generato 6 milioni di dollari e fino a un guadagno massimo di 100mila per qualcuno.

"Di cibo e di vino" sono quelle più richieste dai clienti del più grande brand di ospitalità, che attualmente riceve la maggiore "customer loyalty" senza avere un programma di fidelizzazione, come invece tutte le catene alberghiere del mondo. "I programmi di fidelizzazione non funzionano, sconti e wi-fi free sono le migliori leve di conquista per gli alberghi oggi - sostiene Phocuswright -. Il 45% delle attività (activities, experiences) viene realizzata da piattaforme di terze parti e il successo è dovuto all'immediatezza di prenotazione delle loro app e dal messaggio di autenticità. Nel 2017 raggiungeranno un giro d'affari di 147 miliardi di dollari (compresi i tours)".

Un business colossale, che anche Booking.com presidia e vede player come Getyourguide cimentarsi con un discreto successo. Il ceo della ota di Amsterdam spiega che "stiamo vendendo biglietti per eventi ed esperienze in 20 città, dobbiamo ancora testare la tecnologia su scala ridotta e se riusciremo ad abbinarla al viaggio, ciò creerà un impatto molto importante".

In pratica, l'online travel agency sta diventando sempre di più tour operator, laddove i servizi sono assemblati - dice la legge - si compone di tre tipologie di offerta attraverso un ambiente online (allo stesso modo offline, ndr).

Airbnb già lo fa: "Con le experience, la nuova missione di Airbnb è quella di rendere il mondo dei viaggi più facile ed immediato", dichiara la responsabile del servizio in Italia, Caterina Manzi, durante una presentaione a Bto. Ogni settimana nel mondo 8mila scelgono una esperienza e 630 solo in Italia, dove 62 euro è il costo medio. Il 30% di prenotazioni riguarda food and drink, poi arte e natura a livello globale, mentre nel Belpaese la buona tavola svetta al 57% seguita da lifestyle ed entertainment (serate, aperitivi).

"Riceviamo 150 proposte alla settimana, un team sceglie secondo tre criteri - continua Manzi-: devono garantire accesso a un luogo o una comunità a fini di conoscenza; la partecipazione della comunità deve essere attiva; l'host trasmette un punto di vista personale di ciò che sta raccontando. Nessuna esperienza può essere fatta da altre persone, solo da chi la conduce. A Cape Town ne abbiamo una con ragazzi a rischio di una comunità di recupero".

Il futuro di Airbnb è di ampliare il carnet, sia di proposte sia di destinazioni nel mondo, e di accogliere le agenzie di viaggi, così come già fa con le guide turistiche, tra gli host. La responsabile fa capire che sono le persone che si offrono a dovere condurre l'esperienza in prima persona, dopodiché sottolinea: "Amplieremo l'offerta e vogliamo lavorare con le agenzie di viaggio. È l'inizio di questo progetto, apriremo certe restrizioni fino a oggi in vigore". p. ba.


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