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"Con il digitale possiamo redistribuire la ricchezza"

04/12/2017 11:00
Cento policy maker si sono confrontati sul tema dei big data, dell'accoglienza e della narrazione. Obiettivo: analizzare le informazioni per reimpostare l'offerta turistica

Cento policy maker del turismo in Italia – pubblici e privati – che dibattono e si “contaminano” per concentrarsi su tre filoni d’indagine: accoglienza turistica, big dati e riuso dei dati e narrazione autentica.

E’ avvenuto venerdì scorso a Firenze con Ecosistemi Digitali, l’evento giunto alla seconda edizione e promosso da Regione Toscana in accordo con Mibact, Mise, Conferenza Stato-Regioni, Enit e Bto.

Gli elementi emersi come fondamentali e imprescindibili riguardano la standardizzazione del processo di raccolta dei dati, così come l’impostazione di strategie chiare, orientate al raggiungimento di obiettivi realistici e condivisi. “I dati in entrata – è stato rilevato - devono confluire in algoritmi capaci di analizzare e rimodulare l’informazione in uscita, in modo tale che questa possa orientare i servizi verso una maggiore efficienza, per un turismo capace di redistribuire la ricchezza”.

“E’ stato presentato un primo ranking di case history significative – ha commentato Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione Turistica - che si sono sviluppate quest'anno e che si svilupperanno sia in Italia che in Europa. E’ emersa la necessità di lavorare su forme di turismo innovativo, con lo sforzo di uscire dallo stereotipo, che passa dalla individuazione di soggetti diversi, il tutto per colpire la curiosità. I big data sono lo strumento che consente di gestire anche il sovraccarico turistico e le best practice più forti sono quelle che offrono un contatto diretto con chi vive nel territorio”.

Di coerenza ha parlato Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo Enit, ricordando che “c’è continuità tra ciò che si fa qui a Firenze, il piano strategico del Mibact e dell'Enit. Dobbiamo passare da quello che è stato l’Enit finora per partire dal territorio, che indica le cose più importanti da fare. Prendendo idee dal territorio si sviluppa una destinazione di successo, non bastano le leggi, la spinta deve nascere dal basso”. L’anno scorso l’Enit ha organizzato 450 eventi nel mondo in 11 mesi  “e si è notata una linearità tra gli eventi e gli incrementi di turisti nelle singole regioni”.

“Il digitale – ha sottolineato Francesco Palumbo, direttore generale Mibact - è il tema del turismo italiano, non solo in termini di promozione, ma per tutta l'organizzazione dell'offerta turistica in chiave digitale, che è il tema dell'economia mondiale. Le priorità – ha aggiunto – riguardano l’integrazione dei dati, dobbiamo renderli interoperativi per gestire meglio i flussi nelle grandi destinazioni e con l’utilizzo dei big dati possiamo sapere cosa faranno i turisti fra sei mesi. Altro tema è strutturare l’offerta sul territorio con Dmo e Dmc. In questo e nelle reti territoriali gli altri Paesi investono da tempo e noi dobbiamo organizzarci meglio”.

Un mezzo per fare sistema. Così Alessio Beltrame, capo segreteria del ministero dello Sviluppo economico, definisce il ruolo del digitale presentando il piano per la banda ultralarga, che vede la costruzione della rete pubblica nelle aree a fallimento di mercato - su 7700 comuni -. “Il gap andava colmato – riflette Beltrame – ed è nato il progetto wifiItalia (partito nel  luglio scorso, ndr); abbiamo pensato di implementare una App e ogni volta che lo smartphone incontra un access point si accredita e ottiene la connessione. Ci sono aree pilota in Toscana, a Milano, in Emilia Romagna”. Porti, aeroporti entrano in questa rete di accordi. “Stiamo ragionando – ha aggiunto Beltrame - con Confcommercio e abbiamo stipulato accordo con l’associazione Property Manager Italia. L’idea è quella di sfruttare le reti esistenti per avere dati, rielaborare e fare analisi dei flussi a livello nazionale. L'ambizione è che l’App diventi una piattaforma abilitante a servizi pubblici e privati che coinvolgono i territori”.

L’assessore al Turismo della Regione Toscana, Stefano Ciuoffo, ha concluso spiegando che il ruolo delle regioni in questo progetto è di essere un tassello del percorso digitale. L’argomento di fondo è il ruolo del Governo, con i nuovi strumenti a disposizione del sistema. La distanza tra potenzialità e nostre capacità – ha spiegato - è ancora ampia. Siamo condannati all'evoluzione e alla competizione e ai soggetti pubblici spetta la responsabilità maggiore”. l.d.

 

 


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