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Alberto Corti: "Abbiamo perso di vista il turista core business?"

21/12/2017 09:00
E' il dubbio che solleva il direttore di Confturismo alla presentazione dello studio che traccia gli scenari da qui a 13 anni. Dalle analisi emerge che gli introiti non sono in linea con i flussi

Che tipo di scenario possiamo immaginare da qui al 2030 per il turismo? "Il mondo da qui al 2030 non sarà globalizzato. Gli asiatici resteranno in Asia e gli americani in America. Un aspetto da non sottovalutare per il fronte incoming, in quanto l'Italia è la prima destinazione turistica degli americani (Stati Uniti e Canada) in Europa, una tendenza che a noi può fare molto male". A portare l'attenzione su questo aspetto è Alberto Corti, direttore Confturismo, Confcommercio, intervenuto alla presentazione dello studio Turismo 2030, presentato ieri a Milano. Un elemento che il manager chiama di "sovranismo". 

C'è un altro aspetto su cui gli preme porre l'accento, la domanda che pone è la seguente: "E se avessimo perso di vista il turista core business? Cioè quello europeo? Siamo sicuri che il turista norvegese ci trovi perfettamente adatti al suo gusto?".

Corti, infine, ritiene necessario osservare che non c'è "un'identità perfetta tra i flussi turistici e i flussi di spesa economica". Il riferimento è ad un'analisi realizzata con il Ciset nel 2012, sui turisti (stranieri) che fanno le vacanze in Italia e che acquistano i pacchetti turistici. Ne è emerso che "il turista straniero compra mille euro di servizi prima di fare una vacanza in Italia, ma sul nostro Pil arrivano 470 euro. All abase di ciò - osserva Corti - ci sono elementi fisiologici e patologici". Il punto su cui lavorare è proprio questo, per fare in modo che il flusso del turismo sia "parametrato e identico al flusso dei soldi, perchè ora non è così".

Tra i grandi attori del futuro c'è la Cina, che sarà "la protagonista dei flussi turistici internazionali mondiali. Il 19 gennaio si apre a Venezia l'Anno del turismo Europa-Cina, nel 2016 135 mln di cinesi sono usciti dal loro territorio, di questi 80 mln sono andati a Macao e a Hong Kong - fa presente Corti -. Se si guarda il dato relativo al guadagno turistico la Cina è al 5° posto come Paese che riceve la spesa turistica mondiale, ma all'interno di questa voce ci sono anche la spesa che fanno i cinesi a Macao per il gioco". Cosa vuol dire? Secondo Corti "quello dell'Italia al 5° posto per arrivi internazionali è un dato sottodimensionato". s.v.


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