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Airbnb "disponibile a un accordo" sulle tasse

22/12/2017 08:47
Il country manager Matteo Stifanelli fa il punto sul modello della sharing hospitality

Con 400mila annunci l'Italia è il terzo Paese nel mondo per Airbnb: a confermare la popolarità nostrana della piattaforma di sharing hospitality è il suo country manager, Matteo Stifanelli, che motiva con elementi diversi questo trend: sicuramente la presenza di numerose case di proprietà e seconde case da far "fruttare" in qualche modo per compensare la tassazione cui i proprietari sono soggetti. Ma anche l'esigenza, da parte dei turisti, di visitare località non necessariamente coperte da ospitalità tradizionale, purché ci siano i collegamenti infrastrutturali.

E' questo il caso, per esempio, di Firenze: "Intendiamo collaborare con le amministrazioni locali: se queste hanno in mente le modalità per risolvere eventuali problemi sul territorio, noi come piattaforma possiamo diventarne strumento. A Firenze per esempio insieme a Led abbiamo elaborato un piano di marketing per i quartieri lontani dalle classiche aree affollate del centro ma raggiunti dalla nuova metrò leggera, creando per loro veri brand, con una strategia per portare lì turismo e affrontare la criticità decentralizzando". Per intercettare la richiesta di "spirito locale" da parte dei clienti Airbnb ha lanciato anche le "experience", nel capoluogo toscano ma anche a Roma e Milano, confermando l'evoluzione delle piattaforme online, non più solo fornitori di servizi come volo o accomodation ma punto di riferimento anche per attrazioni e, appunto, esperienze.

Ma non mancano ovviamente i punti critici e le questioni che rimangono ancora nebbiose. Che nel caso di Airbnb (ma non solo) riguardano soprattutto due aspetti: il rischio che si snaturi la vocazione sharing con la massiccia presenza, tra i vari "host" privati, di veri e propri property manager da migliaia di appartamenti in lista. E l'allarme evasione fiscale.

Nel primo caso Stifanelli, intervenendo al convegno Turismo 2030 a Milano, fa l'esempio di Berlino e di come l'amministrazione ponga dei limiti per arginare il problema, ponendo come condizione che il proprietario affitti la propria location solo per periodi limitati di tempo. Ma il manager chiama in causa anche l'anomalia italiana: "Abbiamo leggi diverse e contrastanti tra regione e regione e questo lo trovo penalizzante. Sono a favore di una semplificazione".

E sulla questione tasse? Aibnb potrebbe farsi sostituto d'imposta? Per il manager non sembra essere una strada percorribile "ma possiamo elaborare altri metodi. Certamente siamo favorevoli all'idea che sia Airbnb a raccogliere le tasse all'origine da versare poi allo Stato, sul come farlo dobbiamo trovare un accordo che tenga conto della natura della nostra piattaforma". E non manca infatti la frecciata alla cosiddetta "airbnb tax": "E' stata scritta senza che fossimo interpellati. Siamo una piattaforma, non un'agenzia che affitta appartamenti", ma il Governo si è reso disponibile e stiamo già parlando di nuovi emendamenti". m.t.

 


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