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L’Umbria riparte dai cammini e da Giotto

14/02/2018 15:30
Dopo il sisma, la regione verde ha recuperato puntando su qualità di offerta e corretta comunicazione

Con nove operatori e tredici consorzi, la Bit ha visto la partecipazione anche della Regione Umbria. Il “cuore verde d’Italia” chiude la fiera milanese continuando la marcia del suo piano di azione per valorizzare il territorio e riposizionarsi nell’immaginario del turista e degli operatori.

“Il 2017 è stato un anno molto particolare – racconta Antonella Tiranti, dirigente del servizio turismo e promozione integrata della Regione -. Dopo il sisma del 2016, in particolare dopo il 30 di ottobre con la scossa che ha colpito Norcia, abbiamo registrato un grosso crollo dei flussi nel periodo natalizio e nei primi mesi dell’anno, anche perché - osserva Tiranti - i tour operator avevano escluso l’Umbria dai cataloghi. Un crollo che ha riguardato anche il turismo scolastico e religioso. Poi a partire da maggio 2017, in seguito anche al grosso lavoro di comunicazione che abbiamo condotto a livello nazionale e internazionale, i flussi sono cominciati a risalire, in un primo momento a macchia di leopardo, per arrivare a registrare quasi il tutto esaurito con le festività di Natale che ci hanno fatto recuperare abbondantemente”.

Determinante, denuncia la dirigente regionale, “è stato il tam tam di comunicazione totalmente negativo che ha fatto passare la notizia del sisma come se avesse coinvolto tutta l’Umbria; invece il terremoto ha toccato meno del 10% del territorio”. Alla domanda se c’è da stare tranquilli sulla sicurezza delle strutture alberghiere post sisma, la Tiranti risponde ferma: “Le preoccupazioni sulla sicurezza delle strutture non esistono. I problemi hanno riguardato prevalentemente i beni culturali, soprattutto nella zona della Valnerina, dal 1997 in poi sono stati utilizzati criteri antisismici e l’Umbria è completamente sicura”.

Il 2018 come anno di ripresa, dunque, a partire da alcuni temi centrali, sottolinea Tiranti: “Natura, cammini, enogastronomia, cultura sono i nostri prodotti di punta. Proprio i cammini stanno diventando cruciali a livello nazionale perché come regione siamo crocevia dei sentieri; stiamo lavorando per potenziarne la qualità e per consentire di percorrerli in bici e in parte a cavallo, organizzandoci anche per migliorare l’accessibilità. Per la bella stagione, tutto l’outdoor ci consente di rilanciare quelle aree che hanno avuto problemi a seguito del sisma ma che da un punto di vista ambientale e dei servizi sono totalmente fruibili, come tutta l’area dei Monti Sibillini e la Valnerina che presentano una grossa offerta per l’attività di rafting, le palestre di roccia, le passeggiate con i muli senza dimenticare le potenzialità del Trasimeno”.

Altro prodotto centrale è la cultura; oltre ai grandi eventi diventati appuntamenti mondiali come il Festival dei due mondi di Spoleto, Umbria Jazz e il Festival delle Nazioni di Città di Castello, sono state annunciate tre mostre dedicate al Medioevo che si susseguiranno dalla primavera all’autunno 2018 e coinvolgeranno gran parte del territorio regionale e dei suoi siti più o meno celebri. Protagonista sarà il cantiere di Giotto e tutti gli artisti medievali post giotteschi con opere in arrivo anche da musei internazionali. v.a.


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