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Valtur: Bonomi e Franjo in tribunale

12/03/2018 10:00
Soldi non versati, perdite e fornitori non pagati le cause della procedura. Intanto il concordato cambia le carte in tavola e consente di bloccare i canoni e procedere alla risoluzione dei contratti

Sono volate le carte bollate tra la Investindustrial di Andrea Bonomi e Franjo Ljuljdjuraj, ex patron di Valtur. A parlarne è Affari&Finanza di oggi, spiegando che il problema sono i numeri.

“Nell’ottobre 2016 – ricostruisce il giornale – pochi mesi dopo l’acquisizione, i conti dei villaggi erano in rosso per 62,32 milioni di euro e il bilancio dello scorso anno mostrava perdite per 80 milioni, di cui 60 straordinarie”.

L’imprenditore veneto-montenegrino Franjo Ljuljdjuraj aveva venduto le sue quote alla Valtur group di Bonomi, conservando il 10% della società post acquisizione. “Ma alla fine ha incassato una minima parte in contanti e ha perso il 10% perché non ha seguito a suo tempo l’aumento di capitale varato dalla gestione Bonomi”, spiega il quotidiano. Così avrebbe chiamato in tribunale la Valtur group per inadempienza contrattuale. Quest’ultima alla prima udienza nel luglio 2017 avrebbe risposto con una richiesta di risarcimento per 70 milioni.

Altro scontro in tribunale riguarderebbe la società fornitrice Oil (Obiettivo Italia lavoro), cooperativa fornitrice di servizi di gestione dei villaggi, dichiarata fallita nell’ottobre 2016. La curatela fallimentare ha fatto partire un negoziato con Valtur spa, la società operativa, relativa a servizi prestati nel periodo 2012-2015. Alla Fine Valtur spa transa e sborsa 15,6 milioni “a saldo e stralcio della transazione”. La mossa successiva (inizio 2018) è un’azione di responsabilità nei confronti di Franjo Ljuljdjuraj in quanto amministratore all’epoca dei fatti.

L’articolo di Affari&Finanza  tratta poi la questione dei villaggi, rivenduti più volte (Pirelli Re-Prelios, Bonomi, Cdp). “Finora – aggiunge l’articolo – i canoni di affitto sono stati pagati, ma adesso la procedura concorsuale cambia le carte in tavola: la legge consente di bloccare i canoni e procedere alla risoluzione dei relativi contratti”.

Intanto i tempi per la richiesta di concordato in bianco prevedono un tempo minimo di 60 giorni, massimo di 180m per presentare un piano di risanamento.

Per seguire il nostro flusso di notizie sulle vicende dell'operatore, questo il link. 

 


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