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Federalberghi Toscana: il 50% delle presenze fuori dai canali ufficiali

21/05/2018 12:12
"Questo è un abusivismo di massa ormai inaccettabile, che causa una grave perdita di posti di lavoro e di investimenti", lamenta il presidente Daniele Barbetti

Federalberghi Toscana accoglie con soddisfazione i dati presentati dall’Irpet: la Toscana ha infatti sfiorato i 100 milioni di presenze turistiche nel 2017, un record che dimostra come questo settore sia un importante attrattore di risorse per l’economia regionale e un ammortizzatore della crisi occupazionale. Accanto alla soddisfazione per i dati, tuttavia, c’è grande preoccupazione per l’abusivismo che regna sovrano nel settore nelle locazioni turistiche: oltre ai 46,3 milioni di presenze in strutture ufficiali, infatti, si stimano circa 48 milioni di presenze in alloggi non ufficiali.

“I dati presentati dall’Irpet certificano per l’ennesima volta che circa il 50% delle presenze turistiche avviene ormai fuori dai canali ufficiali - commenta il presidente Daniele Barbetti –. Questo è un abusivismo di massa ormai inaccettabile, che causa una grave perdita di posti di lavoro e di investimenti in un settore cruciale per l’economia della Regione Toscana”.

“Abbiamo sottolineato più volte che serve un approccio diverso da parte non solo della Regione, ma anche dei Comuni a questi fenomeni di concorrenza sleale nel turismo: non è più accettabile che tari, imu, tasi pesino in modo differente tra chi compete sullo stesso settore. Se un immobile viene sfruttato per fare turismo, deve essere fiscalmente tratto per la sua funzione d’uso reale, non per una sua astratta categoria catastale: in un mercato comune devono esistere regole fiscali omogenenee, altrimenti si incentiva solo l’economia sommersa ed abusiva”.

“Buona la crescita delle presenze – aggiunge il presidente di Federalberghi Toscana – ed è molto apprezzabile l’attenzione data alla lettura disaggregata dei dati turistici relativamente ai territori e agli ambiti: in tal modo è possibile finalmente capire le zone in cui avviene una maggiore crescita turistica e le zone in cui si riscontra una maggiore criticità, per indirizzare meglio nel futuro i progetti di promozione  e risorse”.
 


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