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Stati Uniti ed Emirati riaffermano gli Open Skies

24/05/2018 08:35
L’industria dei viaggi americana applaude alla soluzione degli attriti sulla concorrenza. Roger Dow: “Vogliamo compagnie aeree nazionali in salute e allineate alla crescita dei viaggi globali”

L’amministrazione Trump si è accordata con le compagnie aeree del Golfo riaffermando l’intesa di Open Skies, una decisione comunicata due settimane fa e che da Ipw a Denver viene rilanciata con favore dall’industria dei viaggi. Il presidente della Us Travel Association, Roger Dow, si è detto favorevole all’accordo raggiunto, che risolve un’aspra controversia iniziata nel 2015 dai vettori americani, nell’intento di proteggere il proprio business dall’avanzare dei vettori arabi sulle rotte verso gli Usa.

Una grande scelta di compagnie aeree, domestiche oppure internazionali, rappresenta una componente cruciale per la creazione di posti di lavoro, Pil e crescita delle esportazioni – ha osservato Dow -. Apprezziamo profondamente che l’amministrazione ha strutturato un accordo-quadro che onora questi ragionamenti e sembra accontentare tutte le parti”.

Il Governo degli Usa ha firmato con il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi quello che si definisce un “Registro di discussione” dove sono precisati i comportamenti e gli impegni dei Paesi rispetto alle attività di connessione aerea, con la finalità di “risolvere le preoccupazioni sollevate dai vettori statunitensi”. Il documento sancisce le intenzioni di entrambe le parti di riaffermare l’accordo del 2002 e sottolinea il riconoscimento del possibile impatto negativo sulla concorrenza di un eventuale supporto governativo ai vettori. Nel 2015, Delta, American airlines e United avevano aperto le controversie criticando che i vettori arabi erano stati sovvenzionati da fondi dei loro governi per 50 miliardi di dollari nell’ultimo decennio.

L’accordo prevede, dunque, che ogni anno le compagnie rilascino report finanziari trasparenti e certificati da società di auditing internazionali. Viene anche specificato che Emirates e i vettori statunitensi attuano già questa prassi ed Etihad si adeguerà “appena terminata la sua riorganizzazione”.

Nel complimentarsi per l’intesa raggiunta, Roger Dow ha insistito sul “volere che le compagnie americane siano in salute e profittevoli, ma dobbiamo tenere conto che il loro orizzonte è una progressione del 2% quando l’incremento globale dei viaggi è dell’8% - ha concluso -. Dobbiamo permettere una crescita a favore di tutti”.

Un altro punto critico toccato a Ipw è quello degli aeroporti, dei quali si auspicano ristrutturazioni significative, essendo le infrastrutture d’America ormai vetuste rispetto agli hub di nuova generazione. p.ba.
 


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