EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Fee British Airways: il comparto prende posizione in modo unitario

05/06/2018 12:14
Ieri il primo incontro sul tema. Ernesto Mazzi, presidente di Fiavet Lazio, analizza il caso ed esprime la disapprovazione del settore. Circolano voci sul fatto che anche Alitalia e Air France stiano facendo la stessa cosa

Carte di credito, vettori, fee, Adm e malumori di settore. Partiamo dalla Reso Iata 890 che sovverte l'uso delle carte di credito, con la variazione introdotta da marzo del 2018. Prima di ciò non era previsto il pagamento tramite carte di credito (da parte delle adv) per l'emissione di biglietteria aerea, la Reso 890 ha modificato la situazione, demandando solo ai vettori l'assenso all'uso della carta di credito da parte della adv.

A ricostruire quanto è accaduto è Ernesto Mazzi, presidente di Fiavet Lazio. "In quella fase c'è stato un momento di scarsa informazione, se si interpellavano le compagnie aeree non erano a conoscenza della modifica - spiega il presidente a Guida Viaggi -, successivamente c'è stata una presa di posizione da parte di alcune, come nel caso di British Airways, che ha detto no all'utilizzo delle carte di credito da parte delle adv, salvo il pagamento di una fee del 5% del costo del valore del biglietto emesso, stabilendo che la surcharge non può essere ricaricata sull'utente finale".

Ciò che Mazzi si chiede è la finalità di tutto ciò? O meglio, viene fatto presente che "non è possibile fare una una discriminazione nell'uso delle carte di credito, se ci aiutano, dandoci una giustificazione, ci permettono di capire l'ordine del problema. Perchè l'informativa così come è stata detta è dannosa per il comparto delle adv - fa presente Mazzi -, che sta prendendo posizione in modo unitario sull'argomento".

Il comparto reagisce

A quanto si apprende ieri si è tenuta la prima riunione da parte delle associazioni dell'industria della distribuzione e della produzione, che ha espresso il proprio dissenso verso tale operazione. Al momento si stanno valutando due aspetti: "Se è legalmente sostenibile ed eventuali azioni di natura commerciale".

La domanda che Mazzi si pone è: che cosa si voglia ottenere con la fee del 5%? "L'Italia del Bsp è già un Paese atipico in quanto non ha abbracciato la nuova risoluzione Iata, che andrà implementata nel 2019. Con la nuova interpretazione dei sistemi di pagamento forse ci saranno soluzioni interpretabili, ora sono accettate solo le carte di credito dei clienti, non delle adv, ci sarà una sorta di status quo? Oppure una sorta di wallet (peraltro già contemplata dal NewGenIss, il nuovo Bsp che sta introducendo Iata stessa, come vi abbiamo scritto in questo articolo, ndr)? Ossia una carta di credito ricaricabile, che consentirà di emettere il biglietto fino a quando ci sono i soldi sul conto?".

Il problema di fondo "è evitare fideiussioni - afferma Mazzi -, pensiamo che ci sono aziende con un modello lavorativo che consentono ai clienti un credito, adv che pagano settimanalmente il Bsp, altre mensilmente. Bisogna capire cosa si vuole combattere? comprenderlo senza fraintendimenti. Scontrarsi è controproducente, vogliamo far luce sulle motivazioni per risolvere il problema. Un cliente, dai 30 euro in sù, può effettuare il pagamento con carta di credito, perchè, invece, l'adv deve essere esentata da questo modello di acquisto?", si domanda Mazzi. 

Il tema è caldo e soprattutto è in evoluzione, sia da parte del comparto sia da parte dei vettori, con il rischio che una simile prassi possa essere adottata anche da altre compagnie. Quello che è chiaro è la "forte disapprovazione da parte della distribuzione e della produzione. Anche perchè si sentono già voci sul fatto che Alitalia e Air France stiano facendo la stessa cosa, come si vede dalle clausole nei nuovi contratti di incentivazione". s.v.


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us