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Richieste di rimborso, +17% ogni anno

16/07/2018 09:20
Il trend riguarda principalmente le strutture ricettive e i villaggi, mentre sui voli i cittadini dimostrano di non conoscere ancora i loro diritti

Una crescita del +17% annuo. Non è il risultato di un t.o. in ottima salute ma l’aumento annuo delle richieste di rimborso in ambito turistico, cresciuto del +85% dal 2012. Tra le principali motivazioni per cui i viaggiatori si affidano ad Assoturista – l’ente principale che li tutela gratuitamente – sono i disagi negli hotel prenotati con le app (26%), le case private scelte con le app (23%), i disservizi nei villaggi (22%) e le brutte sorprese negli hotel prenotati da agenzie (19%).

Ma se per la ricettività in quanto tale esistono degli strumenti di tutela, meno facile è la situazione relativa a capitoli come il cibo scadente, le escursioni, i panorami o le acque marine non corrispondenti alle aspettative.

Quanto ai voli, anche questo settore è decisamente tutelato, almeno ufficialmente: i passeggeri possono ottenere un rimborso dalla compagnia in caso di ritardo, cancellazione del volo o negato imbarco. Ma l’indennizzo non è previsto se il ritardo è causato da circostanze straordinarie, come condizioni meteo avverse, scioperi o disordini politici e civili. Solo il 42% degli italiani che hanno subito ritardi e/o cancellazioni presenta reclamo.

In Europa, calcola AirHelp, vengono lasciati oltre 5 miliardi di euro nelle mani delle compagnie aeree, spesso perché non si conosce la norma. Solo il 2% degli oltre 8 milioni di viaggiatori coinvolti chiede un rimborso.


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