EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Una voce fuori dal coro: il turismo non è cresciuto

10/09/2018 09:47
In base ad un'indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze su 2.406 imprese, "il sistema ricettivo ha segnato una flessione dello 0,2% sul trimestre estivo dell'anno scorso"

Un’estate nel complesso tiepida. E’ il commento lapidario di Confesercenti-Assoturismo in base ad un’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze su un campione di 2.406 imprese ricettive.

“Nonostante la buona performance di agosto, il sistema ricettivo italiano ha registrato 210,3 milioni di presenze, un dato sotto le previsioni, che segna una flessione dello 0,2% sul trimestre estivo dello scorso anno – spiega l’indagine -. Meno italiani, dunque, a riscaldare queste ferie estive: nel corso del trimestre, nella rete alberghiera ed extralberghiera ufficiale, sono stati registrati 110,9 milioni di presenze (-0,9%, pari a -992mila unità). Ancora in crescita, invece, gli stranieri: le presenze estere hanno raggiunto i 99,4 milioni, +0,7% - o +652mila in più - sul 2017. Complessivamente il mercato turistico ha registrato una flessione di 340mila presenze. Tra gli stranieri, si registra l’aumento di visitatori provenienti da Francia, Benelux, Svizzera, Paesi scandinavi e dell’Est. In calo, invece, giapponesi e indiani”.

Nell’insieme, dai risultati dell’indagine emerge un trend abbastanza differenziato per le diverse tipologie di imprese. In particolare, nel trimestre estivo il comparto alberghiero ha segnato il +0,1%. La flessione registrata nelle strutture dell’extralberghiero è del -0,5%.

Con riferimento alle macro aree regionali, il Nord Ovest segna il risultato migliore (+1%) grazie all’aumento considerevole della domanda straniera (+1,4%) e alla sostanziale stabilità di quella italiana (+0,5%). La flessione delle presenze nel Nord Est è stimata al -1% (-0,7% gli stranieri e -1,4% gli italiani). +0,4% di pernottamenti nelle aree del Sud e delle Isole, con il +3,3% di stranieri e il -1% di italiani. Andamenti di stabilità sono stati registrati anche nelle regioni del Centro Italia (+0,3%), dove il mercato estero ha segnato il +1,2% e quello italiano il -0,5%.

Nonostante il calo della domanda dell’ultimo periodo, il 33,5% delle imprese prevede di realizzare a breve nuovi investimenti. Le segnalazioni più numerose sono giunte dagli imprenditori del Sud e delle isole (38,1%), seguite da quelle del Centro (34,6%), del Nord Ovest (31,9%) e del Nord Est (30,2%). Inoltre, sulla base della percezione degli intervistati, per il mese di settembre dovrebbe registrarsi una nuova flessione del mercato.

“Ad inizio stagione, le aspettative delle imprese erano migliori. La domanda italiana ha sofferto il maltempo – che ha imperversato sin dal mese di giugno, penalizzando alcune aree del Nord – ma anche la ripartenza di alcuni Paesi nostri competitori, che hanno inciso soprattutto sul turismo balneare”, spiega il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina.

“Dopo qualche anno di progressiva crescita - conclude Messina - il settore sperava che anche nel trimestre estivo 2018 la propensione a viaggiare degli italiani si irrobustisse ulteriormente. Però, grazie agli stranieri non è andata male; l’offerta turistica italiana è riuscita a rafforzare il suo posizionamento sui mercati turistici europei ed extraeuropei.  Ma non è andata nemmeno troppo bene perché alcune aree del paese hanno registrato un calo della domanda e, soprattutto, per molte imprese non vi è stato il riconoscimento sperato ai loro investimenti in innovazione”.


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte