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Buy Wedding in Italy cambia formula

13/09/2018 17:13
Presentata la quarta edizione della manifestazione presso la sede dell'Enit. L'evento si terrà a Bologna il 13 e il 14 novembre prossimi. Oltre 440 milioni il fatturato annuo dei matrimoni esteri

Cambia formula la quarta edizione di Buy Wedding in Italy, che si terrà a Bologna il 13 e 14 novembre, in due giorni feriali, diventando un workshop con buyer selezionati che si incontreranno con i seller.

“Per questa edizione di Buy Wedding in Italy, presentata nella sede istituzionale dell'Enit – ha sottolineato Valerio Schonfeld, titolare di Bussolaeventi - proponiamo un workshop completamente rinnovato che farà incontrare i seller con i migliori wedding planner e tour operator provenienti da Usa, Canada, India, Cina, Brasile, Russia, Irlanda, Inghilterra, Germania, Paesi Scandinavi. A fronte delle 30 delegazioni di buyer, saranno 70 i seller che parteciperanno agli incontri”.

Dai dati del 2016 del centro studi turistici di Firenze (Cst), è emerso che il mercato del wedding tourism coinvolge circa 52mila operatori del settore, a cominciare da wedding planner e fotografi, rispettivamente 3.200 e 7.350.

La provenienza più rilevante degli sposi che hanno scelto il territorio italiano per il loro matrimonio è dal Regno Unito – il 27,6% per 132,5 mln di euro stimati, seguito dagli Usa 21,1% per 75 mln di euro. A seguire Australia, Germania, Canada, Irlanda, Russia, Francia, Svizzera e Brasile. Gli eventi sono stati circa 8mila e il fatturato totale è stato di 440 mln di euro. La regione italiana più richiesta in assoluto è la Toscana, seguita da Lombardia, Campania, Veneto e Lazio. Si registra, negli ultimi mesi, una crescita importante per richiesta di eventi da celebrare in Puglia e Sicilia.

“Il fenomeno del wedding tourism è in costante crescita - ha rimarcato Bianca Trusiani, presidente del comitato tecnico di Buy Wedding Italy -, tanto dall'essere diventato una vera e propria moda. La spesa media per ogni cerimonia è di 54mila euro con circa 50 invitati: oltre 8.300 eventi si sono svolti in hotel di lusso, a seguire in villa, ristoranti, castelli e agriturismo. Il rito è per lo più civile. Importante è analizzare tutti gli attori del destination wedding: imprenditoria, istituzioni, associazioni di categoria ed indicare come attraverso un'azione sinergica ci si deve organizzare nella filiera corta per ottimizzare l'offerta e creare un prodotto composto. In questo modo, l'auspicio è quello di entrare nella filiera lunga del turismo e attraverso azioni strategiche far arrivare flussi turistici dedicati, non solo al destination wedding, ma anche al romantic tour”.

Nell'ultimo anno sono aumentate le richieste per le location tradizionali come ville, borghi, tenute, palazzi storici. a.to.

 


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