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Voli in ritardo o cancellati: i vettori devono un rimborso da 250 a fino 600 euro

17/09/2018 14:56
"Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto, tant’è che meno del 2% degli aventi diritto ha richiesto e ottenuto il risarcimento", fa presente AirHelp

"I passeggeri si sentono ancora impotenti nei confronti delle compagnie aeree e molti di loro perdono il risarcimento dovuto non presentando una richiesta di rimborso. Se le compagnie aeree non faranno la loro parte per informare i passeggeri, continueremo a farlo noi". E' quanto ha affermato Roberta Fichera, portavoce di AirHelp, a seguito della pubblicazione dei dati sui disagi che hanno caratterizzato l'estate 2018.

“Per questo motivo - ha aggiunto - è stato creato AirHelp cinque anni fa e continueremo a lavorare instancabilmente per aiutare i viaggiatori a ottenere la giusta compensazione e a sostenerli durante le loro interruzioni di volo. La legge è legge e deve essere rispettata”.

Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250 a fino 600 euro di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree), tant’è che meno del 2% degli aventi diritto ha richiesto e ottenuto il risarcimento.

Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall'obbligo di risarcire i passeggeri aerei.
I passeggeri possono verificare il diritto ad un rimborso grazie ad AirHelp e richiederlo in maniera facile e rapida, attraverso l’app gratuita per dispositivi mobile e il sito web.
 


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