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L’agenzia “smart” il sogno di Patanè

24/09/2018 08:55
Per affrontare il futuro la distribuzione dovrà rafforzarsi e adottare meglio la tecnologia per comprimere i costi; allo studio un nuovo modello di affiliazione e di servizi

La concentrazione di mercato non è sufficiente, il futuro del settore, nelle riflessioni di Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, prevede un comparto più “smart”, a cominciare dalle agenzie.

Un segnale che il presidente lancia ai suoi manager: “Dobbiamo rafforzare la distribuzione”, che dovrà modificare il suo modello di business.

A detta di Patanè, il canale di vendita può fare meglio di quel che fa oggi: “Siamo in una fase importante di studio sulla fidelity – annuncia così le scelte strategiche del suo gruppo - sul modello di affiliazione e sui servizi che sono da tarare”. Cosa significa esattamente, che tipo di modello ha in mente? Passa subito all’esempio pratico: “Abbiamo sperimentato una chatbot quando il nostro call center è stato trasferito dall’Albania a Torino. Sono convinto che l’intelligenza artificiale sostituirà presto le app che hanno ormai vita breve”, sottolinea.

Il passo tecnologico porta un nome: “Abbiamo stretto una partnership con la società Enuan, che già lavora con aziende del calibro di Enel e Telecom. Siamo partiti con la compagnia aerea con una fase di test su 5mila chiamate e da 4 mesi stiamo creando un vocabulary per il vettore”.

Ecco che il modello distributivo che ha in mente prevede l’uso di big data, blockchain e intelligenza artificiale per creare l’agenzia smart del futuro, una realtà che sia in grado di comprimere i costi (specialmente quelli amministrativi), un concept adattabile sia alle agenzie bt che a quelle leisure. l.d.

L’intervista integrale al presidente Luca Patanè sul prossimo numero di Guida Viaggi in distribuzione

 

 


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