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La travel industry italiana non gioca in squadra nel digitale

03/10/2018 10:03
Netcomm, Roberto Liscia: “Nel turismo mancano ‘giocatori’ che investano nel sistema per creare processi integrati on e offline, che potrebbero dare alle agenzie di viaggi valore aggiunto”

Manca una visione d’insieme dell’industry del turismo all’e-commerce: questo l’aspetto che dal Martediturismo di ieri è emerso con forza, nelle parole di Roberto Liscia, presidente di Netcomm, che può dire di avere uno sguardo ampio sul settore e certamente il confronto con altre filiere.

“Che stiamo vivendo un periodo di transizione, sia dell’offerta sia della domanda, che con l’arrivo dei millennial accelera, è ormai scontato – spiega -, capita che nell’e-commerce abbiamo anche sguardi asimmetrici, proprio perché siamo nel mezzo di un grande cambiamento, ancora più accentuato da Paese a Paese. Ciò premesso, la penetrazione degli strumenti digitali nel turismo è ancora indietro e deve esprimere la sua trasformazione. Anche l’interoperabilità è all’inizio, mentre tutte le filiere vi stanno accedendo”.

Liscia traccia un mondo dell’e-commerce dei viaggi diviso in due: “Da una parte gli ‘unicorn’ (le aziende di successo eccezionale in finanza e nell’economia digitale, solitamente tra le startup, ndr) e le Ota che giocano alla competitività tra loro, mentre altri operatori fanno una partita più ‘fisica’, legata ai loro territori”. Il presidente porta il caso delle grandi Ota cui ha chiesto perché non creano piattaforme sulle micro-destinazioni e la risposta è stata motivata dal fatto che le marginalità sono realizzate dai viaggi più comuni, dunque l’iniziativa viene vista come un costo e non un investimento. “Nel turismo mancano ‘giocatori’ che investano nel sistema per creare processi integrati on e offline, che potrebbero dare alle agenzie di viaggi valore aggiunto”.

Nel processo di trasformazione digitale che stiamo vivendo il dramma dell’Italia “è di non avere progetti aggreganti – continua -: questa mancanza di interoperabilità fra i sistemi di chi gioca ruoli on e offline va a discapito di tutto il settore”.

Frammentazione, disordine, incapacità di aggregare i prodotti, cioè l’Abc dell’e-commerce, sono le criticità da cui il turismo non riesce a sdoganarsi. “Credo manchi anche la strategia seria di un tavolo che voglia riunire i player per realizzare un’evoluzione completa nei confronti dell’ecommerce”, conclude Liscia.

Dall’analisi dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo, Politecnico di Milano, risulta che c’è ancora una fascia ampia della popolazione italiana che utilizza internet poco incline allo shopping online, circa il 58%, mentre un turista digitale su cinque va in agenzia di viaggi. p.ba.

L’approfondimento dell’ultima tavola rotonda Martediturismo svolta all’Hub Gattinoni a Milano verrà pubblicata su Guida Viaggi del 22 ottobre. Sulla pagina Facebook di GV potete vedere la photo gallery


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