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Maria Elena Rossi: ecco il nuovo corso di Enit

14/11/2018 15:15
Necessario secondo la manager un lavoro di ingegneria turistica; revisione del Club Italia e nuova veste per l'Osservatorio nazionale del Turismo

La nuova direzione intrapresa da Enit parte “dalla conoscenza dei mercati e degli andamenti, dei trend". Parola di Maria Elena Rossi, direttore marketing e promozione a margine di Buy Tuscany. "Noi abbiamo una concentrazione nel tempo e nello spazio del turismo in Italia in sei regioni italiani, in alcuni luoghi di queste sei regioni e in certi periodi dell’anno. Alla luce di un’offerta potenziale, in parte già esistente e in parte da sviluppare e da profilare per mercati nuovi e segmenti nuovi, per una destinazione come l’Italia, considerata top of mind e ce lo dimostrano i dati di Google, è evidente che c’è una grossa opportunità di miglioramento di distribuzione nel tempo e nello spazio”. Con un accenno al suo background, la manager afferma: “Forse perché ho lavorato tanto in azienda e nel marketing, come qualsiasi prodotto va valutato che cosa dobbiamo costruire per poterlo meglio posizionare nel tempo e nello spazio. C’è un discorso da un lato di innovazione di prodotto e dall’altro lato, una volta che il prodotto c’è, di saperlo mettere a scaffale, promuovere e vendere al meglio al prezzo adeguato. Non c’è settore merceologico al mondo in cui una cosa di valore viene svenduta e io credo che ci siano tutti gli spazi per l’Italia per vendere a un prezzo adeguato un prodotto di qualità. Se vuoi venderti a un prezzo adeguato devi avere anche una qualità del servizio e della proposta adeguata. È un lavoro di ingegneria turistica che non mi pare a livello nazionale sia mai stato fatto. Il piano strategico nazionale di cui sono anche un’estensore ha contribuito a darci una visione. Si tratta poi per i territori di lavorarci e per noi di metterlo a scaffale e di saperlo promuovere. È un lavoro che non può essere fatto che tutti insieme, dal pubblico e dal privato insieme”. 

E sul rapporto con le Regioni Rossi commenta: “Enit si pone come strumento al servizio delle imprese e delle regioni, che sono i principali interlocutori, definendo la strada e le priorità”. Un’operazione che non è facile, ammette, “cercando di alzare l’asticella rispetto a degli obiettivi che costruiamo a medio e lungo termine. Lo sviluppo territoriale si costruisce negli anni, non è qualcosa che si ottiene miracolosamente. Ci vuole la tattica, ma bisogna anche sapere dove si vuole andare. La concentrazione su una serie di segmenti di domanda - chiarisce Rossi –, non è perché si prova a promuovere soltanto quelli, ma perché su quelli c’è maggiore opportunità di crescita e di sviluppo. Il fatto che l’Europa non ci veda come destinazione per le famiglie in estate per esempio è un fatto”. Indispensabile allora, "cercare di far crescere le opportunità imprenditoriali e gli investimenti, perché se vogliamo crescere in tanti territori ci devono essere sia investimenti pubblici per quanto riguarda l'infrastruttura e l’accessibilità, e privati per quanto riguarda la capacità di fare impresa su questo settore”.

In questa direzione va anche una revisione del Club Italia e la nuova veste dell'Osservatorio nazionale del Turismo: “Il fatto di avere un ufficio studi su cui noi crediamo molto che sia al servizio delle imprese e dei territori significa anche accompagnare sul mercato le imprese e in questo senso vorremmo avere un ruolo di supporto forte. A Enit è stato affidato da anni questo organo che si chiama Ont, Osservatorio Nazionale del Turismo, che aveva soprattutto un ruolo di raccordo di quelli che sono i dati ufficiali e che in effetti faceva da comunicatore di questi ultimi. Stiamo parlando principalmente di Istat e Banca d’Italia più i dati dell’Organizzazione mondiale del turismo. A noi interessano molto tutte le nuove strade perché servono a fare quello che si chiama visitor management, informazione, accessibilità e accoglienza, ma anche riuscire a costruire con i big data. Sono dati che oggi bisogna imparare a leggere, a utilizzare, che possono essere molto utili. Accanto ai dati ufficiali stiamo già mettendo insieme una serie di strumenti molto più attuali, anche previsionali. Una parte chiaramente la metteremo a disposizione di tutti. Stiamo rivedendo il modello del Club Italia, che è il club al quale si associano gli imprenditori che vogliono prendere parte alle nostre iniziative, ci piacerebbe che chi si associa avesse accesso a una serie di informazioni sia sui dati ma anche sui tour operator e che quindi diventi un plus. Che non sia semplicemente la partecipazione a un workshop o a una fier,a ma che ci si tratti di una serie di vantaggi per chi decide di credere in questo progetto molto più ampio. Ci sarà un cruscotto più accessibile, ci saranno poi dei dati di business intelligence più mirati per chi vorrà lavorare con noi". n.s.


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