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Alitalia, i ricavi migliorano ma si continua a operare in perdita

19/11/2018 12:22
Il Corriere della Sera analizza la situazione della compagnia; in arrivo tre nuovi Airbus, mentre si guarda già al futuro targato Ferrovie dello Stato

I ricavi di Alitalia migliorano, i passeggeri aumentano, ma la compagnia aerea continua a operare in perdita. A confermarlo in un incontro con i sindacati sono gli stessi commissari straordinari del vettore. Che anticipano pure come presto in flotta arriveranno tre nuovi velivoli — i primi da diverso tempo — e si punta a potenziare il lungo raggio, il segmento più remunerativo. Il tutto mentre nei primi mesi del 2019 Ferrovie dello Stato, a meno di colpi di scena, dovrebbe iniziare il rilancio sperando nel frattempo di individuare altri partner — da capire se industriali o finanziari — con cui poter gestire la compagnia aerea dal 2 maggio 2017 in amministrazione straordinaria. Così il Corriere della Sera, che riportando una nota Uiltrasporti segnala come nel vertice con le sigle sindacali i commissari hanno comunicato "l’andamento aziendale è in costante miglioramento. Nei primi dodici giorni di novembre i passeggeri aumentano del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e i ricavi salgono dell’11%, anche se nel complesso Alitalia continua comunque ad operare in perdita". Secondo le stime più accreditate e recenti, prosegue il quotidiano, la compagnia perde almeno 1,5 milioni di euro al giorno. Un dato che tra novembre e febbraio di solito peggiora — per tutte le società del trasporto aereo — perché "bassa stagione" per il settore.

Nonostante questo i commissari hanno aggiunto che arriveranno tre Airbus A321neo per sostituire tre vecchi A321. Nel caso di Alitalia, a quanto si apprende i tre nuovi velivoli — più efficienti e moderni — sono il frutto di una rinegoziazione con la società che concede già in leasing i tre vecchi A321.  Bisognerà poi capire se anche quest’operazione — assieme alle divise, al lancio della rotta Roma-Washington e alla nuova lounge a Fiumicino — finirà sotto la lente della Commissione europea. Più di un funzionario a Bruxelles fa sapere che "gli aiuti per il salvataggio non possono essere utilizzati per finanziare misure strutturali". In parallelo si lavora sul lungo raggio. Alitalia, secondo quanto riferisce Uiltrasporti, vorrebbe rafforzare Seul e decollare verso Nairobi. Collegamento, quest’ultimo, prima annunciato, poi annullato lo scorso febbraio ufficialmente per insufficienza di velivoli, aggiunge il quotidiano.

Intanto si guarda già all’Alitalia targata Ferrovie dello Stato. Un’operazione voluta da Luigi Gubitosi, che passa alla guida di Tim. Il governo deve in realtà ancora annunciare quale delle candidature presentate il 31 ottobre scorso sia la migliore tra quella di Fs, della low cost easyJet e dell’americana Delta Air Lines (che non ha mai confermato il suo coinvolgimento). Ma nessuno ipotizza colpi di scena: la compagnia dovrebbe andare nelle mani di Ferrovie dello Stato. Che, riferiscono le fonti della società di trasporto ferroviario, avrebbe intenzione "di sborsare per Alitalia il minimo necessario dal momento che si accollerebbe una società non profittevole", prosegue Il Corriere. La cifra, secondo Fitch Ratings, sarebbe di 2 miliardi di euro tra debito (compresi i 900 milioni di euro di prestito statale più gli interessi) e costi per il rilancio.

Le stesse fonti di Fs spiegano anche come la manifestazione di interesse vincolante sia stata fatta pervenire senza un vero prezzo finale "perché non abbiamo ancora i dati sulle rotte, non sappiamo quali siano quelle che fanno guadagnare soldi e quelle che fanno perdere. Alitalia per ora resiste grazie soprattutto al suo brand ancora conosciuto in tutto il mondo". Proprio per questo uno dei primi capitoli che sarà affrontato è quello dei collegamenti di corto e medio raggio. Alcune tratte — come quelle per Firenze, Bologna e Napoli — dovrebbero essere cancellate perché sostituite con i treni dell’Alta Velocità. Di conseguenza alcuni Embraer (della divisione regional CityLiner) e Airbus A320 presi a noleggio e utilizzati nei voli nazionali saranno restituiti. Altri velivoli potrebbero andare incontro alla stessa sorte oppure impiegati nelle rotte europee più profittevoli, come quelle per Londra, conhclude il quotidiano.


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