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Big Data: quanto valgono e come li utilizza l’Enit

20/11/2018 17:30
Questi i temi affrontati oggi in un forum all’Agenzia Nazionale del Turismo

I big data valevano 4,6 miliardi di euro nel 2016 e varranno 6,3 miliardi nel 2020 secondo uno studio idc”. E’ lo scenario delineato da Marco Fanizzi, vice presidente di Dell Emc Italia, colosso mondiale dell’informatica, intervenuto al forum “Big data nel turismo, lo stato dell’arte” svoltosi a Roma presso la Sala Italia dell’Enit -Agenzia Nazionale del Turismo.

Nell’ottica analitica “l’Italia dovrebbe apparire al turista come un grande parco divertimenti da Venezia al più piccolo comune della Toscana, dove, grazie ai big data, si poterebbe offrire la prospettiva adatta ad ogni richiesta, tagliando i costi”. A patto però, che i dati siano di qualità, aspetto affrontato Stefano Landi, presidente SL&A, società di consulenze turistiche. “In passato spesso i dati non erano utili e arrivavano in modo lento, nel momento in cui non servivano più in termini economici, ma anche se più tempestivi, oggi i dati spesso sono futili o distorti, come le crescite su mercati di scarso rilievo”. Secondo Landi l’obiettivo è affiancare dati ufficiali istituzionali a  recensioni, comunicazioni, contenuti.

Come fa Enit, nell’illustrazione di Maria Elena Rossi, direttore marketing dell’Agenzia Nazionale del Turismo. “Tutte le strategie di promozione sono basate sulla conoscenza e i big data sono essenziali a questo scopo perché successivamente consentono la pianificazione”. “Dai 30 principali mercati per il turismo italiano ci arrivano big e small data - ha proseguito la direttrice specificando che è in atto la costruzione continua dell’Ufficio Studi - per consentirci di fare una fotografia utile alla pianificazione in tempo reale”. Dunque, mentre l’Osservatorio Nazionale del Turismo raccoglie dati ufficiali sul numero di viaggiatori, i pernottamenti, la spesa, l’Ufficio Studi Enit integra tutto questo con una serie di strumenti utili ad avere uno scenario qualitativamente più completo e dettagliato. “Il nostro compito è supportare la commercializzazione per quello ci concentriamo sulla domanda”.

Nei dati convergono quindi anche il Global Market Research che analizza trend, e l’Ecosistema Digitale che analizza gli elementi qualitativi e i comportamenti dei competitor. “Infine – ha concluso Maria Elena Rossi - compiamo survey periodici sulle destinazioni evitando la distorsione dell'offerta da parte delle Regioni e palesando loro ciò che si trova nei cataloghi internazionali, talvolta in contrasto con gli intenti di promozione all’estero”.  Tra le ultime ricerche avviate da Enit quelle sulla Meeting Industry e sulle Olta. l.s.

 

 


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