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Il mercato delle agenzie americane è prospero

11/12/2018 12:37
Nel 2017 è stato registrato un fatturato totale di 112,8 miliardi di dollari. Si prevede che tale numero raggiungerà i 127 miliardi nel 2021, pari a circa un +13%. Proliferano i consulenti, ma anche i punti vendita fisici stanno crescendo

Il mercato delle agenzie di viaggi negli Stati Uniti si presenta prospero e le previsioni sono che continuerà a crescere. E' quanto rivela un nuovo studio di Phocuswright che è stato compilato utilizzando i risultati di un sondaggio, cui hanno risposto 1.551 agenti.

"Le nostre ricerche dimostrano che gli agenti di viaggio non solo sopravvivono, ma sono anche corteggiati da fornitori o consorzi", afferma il rapporto. Tra gli aspetti che li caratterizzano il fatto di essere specialisti, di rivolgersi a "determinati gruppi di consumatori, oltre a comunicare costantemente con la loro rete di clienti tramite dispositivi mobili e canali social".

Secondo quanto emerso dallo studio, nel 2017, il mercato delle agenzie degli Stati Uniti ha registrato un fatturato totale di 112,8 miliardi di dollari. Si prevede che tale numero raggiungerà i 127 miliardi nel 2021, pari a circa un aumento del 13%. 

Sono tre i fattori principali che hanno contribuito al successo delle agenzie, secondo l'amministratore delegato di Travel Leaders Group, Ninan Chacko: "Complessità, fiducia e richiesta di viaggi esperienziali". Tutto ciò in un quadro generale dove i consumatori odierni sono sommersi dalle informazioni, provenienti da più canali, internet, i social media, pertanto "si rivolgono ai consulenti per chiedere aiuto e per orientarsi".

Le esperienze positive che hanno con loro si trasformano in fidelizzazione, portando i consumatori a diventare "clienti abituali - ha sottolineato Chacko -. Dal canto loro i consulenti propongono viaggi personalizzati e sanno offrire ciò che i loro clienti stanno cercando".

ll rapporto di Phocuswright ha rivelato che poco più della metà (51%) degli intervistati ha dichiarato di essere agenti a domicilio. Un altro aspetto emerso è che gli agenti sono sempre più interessati ad investire. Circa il 10% degli intervistati ha riferito di aver già aperto un nuovo negozio e un altro 10% ha dichiarato di pianificarlo per l'anno successivo. Ciò che emerge è che si sta assistendo ad una differenziazione dei modelli di business. Non è ancora chiaro come questo fenomeno verrà portato avanti, cioè se si avranno adv che saranno anche una caffetteria, o che avranno un'ambientazione più da biblioteca "dove i potenziali clienti possono andare per fare ricerche in funzione dei loro viaggi e per confrontarsi con un agente". 

Certo è che la diversificazione dei modelli di business è un fenomeno in crescita, così come si sta assistendo ad un incremento dei consulenti indipendenti, ma ciò non deve essere letto come un fenomeno che va a scapito delle adv su strada, che stanno anch'esse avendo il loro sviluppo. Anzi, la sensazione è che gli investimenti in punti vendita fisici stiano proseguendo, in quanto gli agenti di viaggi hanno fiducia nella loro attività.

Quanto al rapporto con le Ota, si ha che, secondo lo studio, gli agenti di viaggi detengono attualmente una quota del 30% del canale di prenotazione dei viaggi, superando i siti web dei fornitori (28%), le prenotazioni dirette offline (24%) e le Ota (18%), il che attesta che le adv sono il canale principale.

 

 

 

 


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