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Turismo: la Cina pronta a scalzare la Francia dal podio

12/12/2018 14:10
E' la previsione fatta da Euromonitor nel suo report "Megatrends Shaping the Future of Travel”. Tra i fattori decisivi, la crescita della classe media in Asia in combinazione con il progressivo allentamento delle restrizioni sui visti

Torre Eiffel o Grande Muraglia? Euromonitor non ha dubbi. Entro il 2030 la Cina potrebbe diventare la principale destinazione turistica del mondo, scalzando così il Paese transalpino dal primo posto del podio, secondo il report "Megatrends Shaping the Future of Travel”. Il turismo cinese dovrebbe infatti essere spinto dalla crescita della classe media in Asia, che guida il mercato dei viaggi, in combinazione con il progressivo allentamento delle restrizioni sui visti, facilitando così gli spostamenti. La forte crescita del mercato interno dovrebbe anche portare lo sviluppo del turismo cinese. Secondo Wouter Geerts, analista di Euromonitor, gli eventi sportivi in arrivo nei prossimi anni, come i Giochi olimpici estivi a Tokyo nel 2020 e quelli d’inverno a Pechino nel 2022, rafforzeranno l’attrattiva della destinazione e accelereranno lo sviluppo del settore.

"Il turismo è uno dei pilastri dell'economia cinese e sono stati fatti molti investimenti per migliorare infrastrutture e standard", afferma Euromonitor. Allo stesso tempo, la Cina diventerà anche il più grande mercato emissore, davanti agli Stati Uniti e alla Germania.

Di fatto il Paese si sta preparando: secondo informazioni recenti riportate sulla stampa locale, la Cina intende raddoppiare il numero dei suoi aeroporti entro il 2035, quando diventerà il più grande mercato del trasporto aereo del mondo. Attualmente sono 216 gli scali in costruzione, oltre ai 234 che già esistono. L'anno scorso, gli aeroporti della Cina hanno registrato 552 milioni di viaggi, che dovrebbero raggiungere quota 720 milioni entro il 2020. Questa crescita rende necessario lo sviluppo di nuove infrastrutture. "Il servizio è migliorato, ma oggi gli aeroporti sono lontani dall'essere adeguati e sono distribuiti in modo non equo nel Paese", ha affermato il direttore dello sviluppo e delle previsioni dell'Amministrazione cinese dell'aviazione civile.


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