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Meno app, più esperienze condivise: il turista contemporaneo secondo Booking

20/12/2018 10:30
Il gigante web disegna l'identikit del viaggiatore moderno: ama partire con gli amici e vuole un agente di viaggio virtuale, guide personalizzate e la gestione del pre e post-vacanza in una sola app

Interessato agli scambi culturali “attivi”, disposto a soggiornare in casa di altri, desideroso di viaggiare con gli amici (e con una guida digitale personalizzata al seguito) e stufo di troppe app. E’ questo il profilo del turista contemporaneo secondo una ricerca presentata da Booking al Forum del Turismo Internazionale di Maspalomas, che si è tenuto la scorsa settimana a Gran Canaria .

La ricerca, presentata dal direttore per la Spagna di Booking Mireia Prieto e condotta su 21.000 persone provenienti da 29 paesi per disegnare l'andamento della domanda, ha rivelato che il 68% dei viaggiatori mostra interesse a partecipare a scambi culturali per apprendere una nuova abilità. Quanto ai trend, i viaggi con gli amici aumentano del 25%, mentre
il 30% dei viaggiatori vuole trascorrere i suoi soggiorni in contesti extra-alberghieri e in casa altrui ma “senza dover condividere l'esperienza con il proprietario". E’ invece a quota 52% la percentuale di utenti interessati ad avere una guida digitale personalizzata.

Sul fronte tecnologico, a un turista su tre piace l'idea di avere un agente di viaggio virtuale in casa, una possibilità sempre più vicina grazie a assistenti vocali come Google Home o Amazon Alexa, mentre il 44% degli intervistati afferma di utilizzare le app di viaggio sempre più spesso. Ma il problema, spiega Prieto, "è che l'utente non vuole mille app diverse". Pertanto, secondo i piani di sviluppo di Booking, "le piattaforme che sopravviveranno a questo boom tecnologico saranno quelle in grado di integrare diverse attività in un’unica app, che tengano insieme pre-soggiorno, soggiorno e post-soggiorno", dalla prenotazione del volo fino alla condivisione post-viaggio e passando da una compiuta proposta di attività, guide interattive, appartamenti privati e possibilità di viaggio con gli amici.

E se le grandi Ota stanno crescendo nelle vendite al doppio della velocità del canale diretto, è perché “i consumatori si sentono più a proprio agio ad acquistare tramite intermediari che direttamente con l'hotel o tramite una dotcom", come ha recentemente avvertito Hotelbeds. Resta quindi viva la scommessa dei giganti del turismo - Booking in testa - che intendono diventare referenti unici delle vacanze, dall'ideazione del viaggio fino alla chiacchiera da bar una volta tornati a casa. g.m.


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