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Iata e le sfide dell’aviazione nel 2019

25/12/2018 09:00
Risolvere il sovraffollamento degli aeroporti strategici: tre soluzioni per continuare ad essere una parte rilevante dell’economia globale. Alexandre de Juniac: “L'1% del Pil globale (900 miliardi di dollari) sarà speso per i viaggi aerei”

Tra le molte sfide che l’aviazione si troverà ad affrontare nel 2019 per continuare ad essere una parte rilevante dell’economia globale c’è il sovraffollamento di alcuni aeroporti strategici. Ne ha parlato il direttore generale e Ceo di Iata,  Alexandre de Juniac nell’interessante discorso di andamento durante il “Global media day” di Ginevra, dove ha preferito mantenersi su un'opinione di cauto ottimismo per l'anno che verrà.

“Il trasporto aereo ha una storia avvincente da raccontare – ha esordito -: circa un terzo del commercio globale basato sul valore passa via aria, vale a dire 20 miliardi di dollari al giorno. Circa l'1% del Pil globale (900 miliardi di dollari) sarà speso per i viaggi aerei nel 2019. E questo è denaro ben speso”.

Nei sondaggi regolarmente effettuati da Iata sui viaggiatori sono emerse percezioni positive sul buon rapporto qualità-prezzo del costo di un viaggio, ed effettivamente negli ultimi due decenni esso è diminuito del 60%. Sugli aeroporti, al contrario, i passeggeri avvertono il sovraffollamento come un problema da risolvere.

“Affrontiamo i cosiddetti ‘colli di bottiglia’ in tutto il mondo – ha detto De Juniac -, ad esempio Città del Messico, dove il nuovo governo messicano sta tornando indietro sulla costruzione di un hub di cui si ha urgente bisogno. È un peccato sprecare l'investimento già fatto. Ed è un errore a lungo termine rinunciare ai benefici economici che una grande infrastruttura genererebbe. Fermare un progetto in costruzione è un caso estremo. Ma il problema del bisogno di ampliamenti sussiste in molti Paesi come San Paulo, New York, Francoforte, Londra, Lagos, Addis Abeba, Bangkok e Sydney, per citarne solo alcuni”.

Soluzioni: trasformazione digitale

La soluzione del problema della capacità aeroportuale è complessa, tuttavia Iata ha individuato alcune linee guida. “Innanzitutto, la trasformazione digitale basata su standard globali ha un enorme potenziale per migliorare il modo in cui utilizziamo le infrastrutture”, aggiunge il direttore. Le iniziative di Iata per questo obiettivo sono Nextt in collaborazione con Airports Council International (Aci), il programma Rfid per i bagagli e One Id per consentire ai passeggeri di arrivare immediatamente al gate usando la biometria.

Allocazione degli slot

“In secondo luogo, abbiamo un processo per allocare gli slot limitati che necessitano di ottimizzazione – prosegue-. Un elemento chiave è far sì che gli aeroporti dichiarino in modo trasparente la loro capacità, cosa che non accade costantemente oggi. E dobbiamo respingere le richieste di slot all'asta. La vendita al miglior offerente arricchirebbe gli aeroporti, aumenterebbe il costo del viaggio, non incentiverebbe la crescita della capacità e limiterebbe la concorrenza, rafforzando i vettori storici negli scali. L'unica soluzione a lungo termine è costruire più spazi dove è necessario”.

Privatizzazione degli scali

L’ultimo punto trattato da de Juniac riguarda la privatizzazione degli aeroporti. Iata ha approvato all'unanimità una risoluzione che esorta i governi a essere cauti. “Stiamo lavorando con i governi per aiutare le privatizzazioni aeroportuali a soddisfare le aspettative stabilendo le migliori pratiche per i contratti di concessione, accordi che bilancino equamente gli interessi di aeroporti, investitori, compagnie aeree e, soprattutto, i consumatori”, sottolinea.

Osservando gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, si evince che l'aviazione contribuisce a tutti, a cominciare dallla mission principale di sradicare la povertà. “Oltre un miliardo di persone sono state tolte dalla penuria attraverso la globalizzazione – conclude il d.g. di Iata-. E il nostro mondo globale non esisterebbe senza l’aviazione”. p.ba.


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