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Robintur: "Il livello di strutturazione paga"

21/01/2019 11:08
“Se si riesce a crescere in termini di massa critica, si può avere una fetta di mercato di grande consumo, ma con prodotti centrati, opportunità di comunicazione dell’offerta, investimenti in vuoto/pieno”, afferma Claudio Passuti

Il 2018 dal punto di vista di Robintur Travel Group è stato molto positivo. Il gruppo dichiara di aver "beneficiato della ripresa dei consumi e approfittato per crescere in termini di capacità, attrazione e soddisfazione clienti. Chiudiamo l’anno, superando tutti i budget di vendita, con una crescita complessiva delle nostre linee d’affari che vede un +8% di fatturato. In un mercato in ripresa tutti hanno beneficiato", dichiara a Guida Viaggi, il direttore generale Claudio Passuti.

Cosa ha portato il 2018? “Ha dimostrato che il livello di strutturazione paga – afferma Passuti -. Abbiamo fatto una scommessa nel 2016, che era quella di mettere a valore una rete diretta societaria”. Non solo un network, ma uno zoccolo duro di adv dirette, gestite direttamente per affrontare le nuove normative, la fatturazione elettronica e la capacità di comunicare al cliente, sostenendo investimenti pubblicitari e di prodotto, tutto ciò fa parte di “una rete integrata, che diventa efficace in un mercato che richiede maggiore capacità di massa critica”. Il manager fa l’esempio della fatturazione elettronica, da poco andata in vigore, quando sarà a regime “per noi potrà portare nel medio periodo risparmio ed efficientamento in quanto centralizziamo tutto il governo di queste attività, se diversamente dovesse restare su ogni punto vendita il costo e l’impatto sono più significativi e il vantaggio dell’automazione dei processi rischia di essere minore". Bisogna essere strutturati, è questo il messaggio dato dal manager. “Se si riesce a crescere in termini di massa critica, si può avere una fetta di mercato di grande consumo, ma con prodotti centrati e opportunità di comunicazione dell’offerta, investimenti in vuoto/pieno, avendo una massa di offerta a condizioni distintive”. 

Tra le vittorie e le sconfitte delle adv nell'anno da poco concluso, il manager annovera "la capacità di rispondere positivamente ad un incremento di domanda. La sconfitta è l’avere ancora una parte della rete distributiva con problemi relativi al rispetto delle normative. Se è vero che una parte non risponde ai requisiti minimi di legge, ciò rappresenta un elemento critico, in quanto di fronte ad un eventuale momento di crisi, minerebbe la credibilità dell’intera rete distributiva”, osserva Passuti.

Un altro tema di criticità che il manager si sente di evidenziare riguarda il mondo della distribuzione, "in una fase in cui è più debole rispetto al mondo dei fornitori, la frammentazione esistente non aiuta e rischia di rendere la distribuzione più dipendente e figlia delle politiche della produzione". A suo dire "manca una sede condivisa di analisi delle tutele della distribuzione - lamenta il manager -. Oggi come oggi un fornitore può relazionarsi con un certo numero di associazioni di categoria o organizzazioni, ma non abbiamo un punto unico di confronto. E ciò credo sia un elemento di debolezza". A detta del manager manca "un tavolo di dialogo" ed è auspicabile "che possa avvenire".

I progetti per il 2019? "Crescere di una decina di punti vendita, attraverso aperture, acquisizioni e nuovi associati". s.v.

 


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