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Alpitour: "L'Egitto cambia gli scenari della domanda"

21/01/2019 08:40
Il direttore t.o. dichiara un +11% di fatturato cumulativo per l'avvio d'esercizio finanziario e un'estate a +7%."Rispetto all'anno scorso il trend è più ondulato e meno lineare", ammette

Stiamo crescendo in modo importante, una progressione che si appoggia su due anni già positivi, ma rispetto all’anno scorso leggiamo il dato in modo diverso”. Così esordisce Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour, “padre” di sette brand (5 che fanno capo ad Alpitour Spa, più Press & Swan), illustrando il +11% di fatturato cumulativo registrato sulle prenotazioni invernali ed estive nei primi mesi del nuovo esercizio finanziario e un Ebitda garantito.

Spiega chiaramente in cosa differiscono le performance: “L’anno scorso la crescita era più lineare, ora risulta dai prodotti di eccellenza e da aree in sofferenza – commenta -. La ripartenza, direi troppo forte dell’Egitto, cambia gli scenari della domanda e il trend si fa più ondulato”.

Una lettura delle vendite che va fatta, a suo dire, per direttrici di traffico: l’Egitto “troppo” (usa proprio questo termine, ndr) tonico che porta il mercato a fare l’errore di entrare nella bagarre del prezzo, fatto che condiziona molto aree come le Canarie, “che vive una fase di difficoltà”, e crea un effetto Caraibi, con Cuba e Messico deboli, a fronte di una Repubblica Dominicana che tiene bene.

Positive le performance di Oceano Indiano e Maldive, Oriente, East Africa (al netto dei fatti di Nairobi, ndr), con un dato di linea in Nord America “molto tonico”.

Prosegue la politica commerciale volta a supportare l’advanced booking, con formule interessanti “sia lato cliente che lato trade”, avverte Ezhaya, che quest’anno ha anticipato la programmazione con l’apertura a novembre, contro il dicembre dello scorso anno. “Ad oggi – dichiara il manager – l’estate segna un +7% rispetto allo scorso esercizio ed è tutto early booking”. Pasqua promette bene, grazie al mese di aprile con un forte portafoglio ordini, che ha fatto prolungare le catene charter.

Sull’estate, come già per l’inverno, “peserà” il fattore Egitto, che altererà le direttrici, “con un’attenzione su Grecia, Spagna e Italia”.

“L’Italia – dice Ezhaya – è un prodotto con una magnitudo forte e alla fine reggerà bene, ma ci sarà una diversa performance a seconda delle strutture, con top player come il Tanka o il Colonna Beach, Voi Hotels e altri alberghi di qualità che non avranno problemi e una seconda e terza scelta che rischiano di soffrire”. l.d.

L’intervista integrale a Pier Ezhaya sul prossimo numero di Guida Viaggi in distribuzione


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