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Un lavoro di squadra per rifondare Valtur

21/01/2019 09:22
Il racconto a ruota libera di Giuseppe Pagliara, a.d. RG Holding, sulla conquista del marchio e le collaborazioni dei manager che dovranno imprimere la svolta a tutto il gruppo

Un racconto a briglia sciolta quello della conquista del marchio Valtur da parte dei fratelli Pagliara. Per narrare i fatti Giuseppe Pagliara, a.d. di RG Holding, torna indietro nel tempo, prima ancora di quel fatidico 4 luglio 2018, giorno in cui lui e suo fratello si sono aggiudicati il brand.

“Un paio di mesi prima c’era stato un approccio con Bonomi, che voleva tentare un salvataggio aziendale e stava lavorando su un paio di tavoli, uno italiano e uno internazionale per la cessione del pacchetto aziendale completo. In quella circostanza ci siamo tirati indietro perché mancava il necessario equilibrio finanziario. A 10 giorni dalla scadenza del bando alcuni amici sollecitavano un interesse da parte nostra. In un viaggio di ritorno da Milano con mio fratello e un collaboratore abbiamo iniziato a parlare del dossier, abbiamo riunito il board al telefono per valutare l’opportunità dell’intervento e poi abbiamo agito”.

L’acquisizione è stata vista come un acceleratore per il gruppo, una mossa in grado di dare nuovi stimoli a tutta l’azienda. L’entusiasmo ha contagiato tutta l’azienda, che tuttora sente il peso di una grande responsabilità. 

L’illustrazione del piano industriale, in anteprima ai giornali del trade, è stata una prova generale prima della presentazione al resto del mercato. Ma la carta che i fratelli Pagliara sanno di poter giocare è quella della struttura interna. 

Nel board, presidente del gruppo, siede Pietro Aversa, una garanzia per il trade e per il settore finanziario per quel suo passato che lo ha visto in prima linea sia nel settore tour operating che in quello del trasporto aereo. Ed è una sicurezza per la stessa proprietà, quel manager così bravo nelle mediazioni – tra gli stessi due fratelli dotati entrambi di forte personalità -, quasi come un padre la cui autorità viene riconosciuta e stimata da tutti.

Non è solo per un fatto di età, a suo favore giocano gli anni da dirigente in Ventana, in Alpitour dove ha lavorato a stretto contatto con Lorenzo e Guglielmo Isoardi, seguiti da un percorso altrettanto professionalizzante in Alitalia, in Opodo, di cui è stato co-fondatore, e in Iata in veste di vicepresidente.

Con sé ha portato un altro manager dall’esperienza internazionale: Paolo Lobascio, una carriera di 42 anni trascorsa in marchi del largo consumo, che gli hanno conferito l’imprinting (Johnson&Johnson, Unilever, Danone) per poi passare al mondo dei trasporti dove è stato per 7 anni in Alitalia incontrando il collega Aversa (“fino al ’94 ultimo anno di utile della compagnia”, precisa), poi ha seguito la startup di Omnitel, ha lavorato in Aeroporti di Roma ai tempi dell’Ipo e poi 7 anni in Wind per far partire un'altra startup.

Professionalità, queste, che insieme al resto dello staff dovranno perpetuare, rinnovandola, la leadership di Valtur e imprimere la famosa accelerata alla strategia di sviluppo del gruppo da qui al 2021. l.d.


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