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Arrivi internazionali globali a 1,4 miliardi

22/01/2019 09:01
Il turismo globale "anticipa" di due anni le previsioni di crescita: tra i driver principali, le migliori e più economiche connessioni aeree, la tecnologia, le politiche sui visti

Crescita oltre le previsioni, per gli arrivi di turisti internazionali globali. A certificarlo sono i dati di Unwto, che nel suo ultimo World tourism barometer stima in 1,4 miliardi il dato per il 2018, quota che la stessa Unwto aveva preconizzato come risultato possibile nel 2020.

Con due anni di anticipo e con una crescita del +6% rispetto al 2017, gli arrivi internazionali si attestano quindi - per performance - ben oltre la crescita dell’economia globale, ferma al +3,7%. Tra i principali driver della crescita troviamo viaggi aerei più economici, innovazioni tecnologiche, nuovi modelli di business e una maggiore facilitazione nella concessione dei visti.

"La crescita del turismo negli ultimi anni conferma che il settore è oggi uno dei più potenti motori della crescita economica e dello sviluppo. È nostra responsabilità gestirlo in modo sostenibile e tradurre questa espansione in benefici reali per tutti i paesi, in particolare, per tutte le comunità locali, creando opportunità di lavoro e imprenditoriali per tutti", ha dichiarato il segretario generale dell'Unwto Zurab Pololikashvili, sottolineando l’impegno nel 2019 sull'istruzione, le competenze e la creazione di posti di lavoro.

I dati sulle singole regioni
In termini relativi, il Medio Oriente (+10%), l'Africa (+7%), l'Asia-Pacifico e l'Europa (entrambi al +6%) hanno guidato la crescita nel 2018. Gli arrivi nelle Americhe sono invece stati inferiori alla media mondiale (+3%).

Quanto all’Europa, gli arrivi turistici internazionali nel 2018 hanno raggiunto i 713 milioni, con un aumento del +6% rispetto a un 2017 già di per sé eccezionalmente positivo. La crescita è stata trainata dall'Europa meridionale e mediterranea (+7%), da quella centrale e orientale (+6%) e da quella occidentale (+6%). I risultati nell'Europa settentrionale sono stati stazionari a causa della debolezza degli arrivi nel Regno Unito.

L'Asia e il Pacifico (+6%) hanno registrato 343 milioni di arrivi turistici internazionali nel 2018. Gli arrivi nel Sud-Est asiatico sono cresciuti del +7%, seguiti dal Nord-est asiatico (+6%) e dall'Asia meridionale (+5%). L'Oceania ha mostrato una crescita più moderata a +3%.

Le Americhe (+3%) hanno accolto 217 milioni di arrivi internazionali nel 2018, con risultati contrastanti su tutte le destinazioni. La crescita è stata guidata dal Nord America (+4%), seguito dal Sud America (+3%), mentre l'America centrale e i Caraibi (entrambi -2%) hanno ottenuto risultati molto contrastanti, a motivo dell'impatto degli uragani del settembre 2017 Irma e Maria.

I dati dall'Africa indicano un aumento del +7% nel 2018 (Nord Africa a +10% e sub-sahariana +6%), raggiungendo circa 67 milioni di arrivi.

Il Medio Oriente (+10%) ha mostrato solidi risultati lo scorso anno, consolidando la ripresa del 2017, con arrivi di turisti internazionali che raggiungono i 64 milioni.

Il 2019
Quanto al 2019, sulla base delle tendenze attuali, delle prospettive economiche e dell'indice di fiducia Unwto, si prevede che gli arrivi internazionali crescano dal +3% al +4%, più in linea con i trend di crescita storici. “Come sfondo generale – si legge in una nota dell’organizzazione - la stabilità dei prezzi del carburante tende a tradursi in viaggi aerei a prezzi accessibili, mentre la connettività aerea continua a migliorare in molte destinazioni, facilitando la diversificazione dei mercati di origine. Le tendenze mostrano anche forti viaggi in uscita dai mercati emergenti, in particolare India e Russia, ma anche da mercati asiatici e arabi minori”.

Allo stesso tempo, il rallentamento economico globale, l'incertezza legata alla Brexit, nonché le tensioni geopolitiche e commerciali potrebbero spingere a un atteggiamento di "attesa" investitori e viaggiatori.


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