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Allarmi e rassicurazioni, la doppia faccia di Brexit

04/02/2019 15:23
Ultimo warning a firma di Abta. “Un'uscita del Regno Unito senza alcun accordo costituirebbe un danno gravissimo”, specie in relazione “alla fiducia dei consumatori, ai quali i t.o. europei si stanno trovando a dover rispondere, di fronte alle loro incertezze”

Brexit sempre più trending topic, tra allarmi e rassicurazioni, anche in relazione al suo impatto sull’industria globale del turismo. E' notizia freschissima l'ultimo warning a firma di Abta, che attraverso il suo leader Mark Tanzer ha spiegato come “una uscita del Regno Unito senza alcun accordo costituirebbe un danno gravissimo”, specie in relazione “alla fiducia dei consumatori, ai quali i tour operator europei si stanno trovando a dover rispondere, di fronte alle loro incertezze”.

Ma “mentre è già arrivata la conferma sulla regolare prosecuzione del traffico aereo tra Uk e Eu, qualunque sia la soluzione politica alla Brexit, l’incertezza regna sovrana per tutti quei passeggeri che si muovono con il treno o via mare”. Dubbi ai quali, secondo Abta, l’Unione Europea e il Regno Unito devono dare risposte chiare. “In gioco – sottolinea Tanzer – ci sono i 45,7 miliardi di sterline che i britannici spendono per i viaggi all’estero”.

Ad aggravare la situazione, è arrivata anche un’analisi del Wttc, che ha stimato in 300.000 i lavoratori britannici del settore turistico che vedrebbero i loro posti di lavoro a rischio senza una Brexit “concordata”. La cifra, già di per sé altissima, è più che raddoppiata quando si passa ad analizzare l’intero panorama europeo, per complessivi 700.000 lavoratori a rischio. Sul piano strettamente economico, un “no deal” comporterebbe perdite per 18,6 miliardi di sterline per il prodotto interno lordo Uk e di 22 miliardi di sterline per quello del resto dell’Unione europea.

Nel frattempo, sul versante delle buone notizie, il Consiglio dell'Unione europea ha accettato di consentire ai cittadini del Regno Unito di viaggiare senza visto negli Stati membri dell'Ue, anche nel caso in cui l’Uk lasci l’Unione senza alcun accordo. Il Parlamento europeo dovrebbe ora ratificare la decisione a livello legislativo. A sua volta, il governo di sua Maestà ha dichiarato che non richiederà ai cittadini dell'Ue il visto per recarsi in Gran Bretagna per soggiorni di breve durata. Le norme dell'Ue impongono infatti che l'esenzione dal visto debba essere basata sulla condizione della reciprocità. g.m.


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