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Ezhaya: Il “Ferraprile” cambia la domanda. La Borsa? Vedremo…

13/02/2019 08:33
Il direttore tour operating del Gruppo Alpitour disegna lo scenario per l’estate 2019 - con l’Egitto leone buono (e stabilizzatore) ma da gestire - e non esclude la quotazione per gli anni a venire

L’approdo in Borsa come opportunità certamente sul tavolo e possibile per gli anni a venire, ma non all’ordine del giorno in questo 2019. E’ questo lo scenario disegnato da Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour, sul futuro prossimo del big player torinese. “La quotazione è in ogni caso una possibilità che porteremmo avanti solo nell’ottica di rilanciare con maggiori investimenti, e non certo come forma di capitalizzazione”, ha spiegato il manager a margine della convention turca di Welcome Travel Network, rimarcando che “al momento non è tra le priorità, anche se non posso escludere che sarà presa in considerazione nel prossimo biennio: ma ora siamo più orientati a far funzionare l’esistente”.

“Nessun nuovo acquisto all’orizzonte”, ribadisce dunque il manager, che su Eden rimarca la volontà “di mantenerla su un binario parallelo, anziché fagocitarla, come precisa scelta industriale. Naturalmente ci sono aree di sinergia, che via via acquisteranno sempre più peso, come quelle sul back e sulla finanza, ma anche sugli asset”. Aerei in primis, se è vero che “Eden ha già moltiplicato in questo primo semestre dall’acquisizione i pax trasportati con Neos”.

E se alla convention di Welcome una delle parole chiave è stata l’invenzione – citata in primis dall’a.d. Adriano Apicella - del “Ferraprile”, per raccontare nello spazio di un sostantivo le straordinarie opportunità vacanziere proposte dal calendario 2019 tra Pasqua, 25 aprile e 1 maggio, Ezhaya conferma che “un aprile con queste caratteristiche non l’avevo mai visto: è un elemento che cambia la domanda, come il fattore Egitto”.

Quanto al paese nordafricano, Ezhaya spiega infatti che “ci serve un Egitto che giochi la partita, anche per il suo ruolo di stabilizzatore del pricing su Grecia e Spagna. Ma un Egitto ‘drogato’ da troppa offerta rischia di avere un effetto depressivo”. Anche sull'Italia, per la quale Ezhaya si dice sicuro che “le strutture di primo livello, quali ad esempio il Tanka, non avranno alcun problema qualsiasi sia lo scenario, al contrario di strutture di secondo e terzo livello, che potrebbero aver molto da soffrire da quest’Egitto in tripla cifra di crescita”. g.m.


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