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Destination Wedding in Italia: 500 milioni di fatturato nel 2018

13/03/2019 14:01
La regione preferita dalle coppie straniere è stata la Toscana, ma anche il Sud e le isole sono sempre più richieste, Puglia e Sicilia in primis

Cinquecento milioni di fatturato e oltre ottomila eventi per 436mila arrivi e 1,5 milione di presenze. Questi sono stati i numeri del turismo dei matrimoni stranieri in Italia nel 2018, secondo l’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Convention Bureau Italia, presentata questa mattina a Roma.
Secondo i dati rilevati, che hanno evidenziato il 6,8 per cento di crescita sugli arrivi nel Belpaese e il 7,4 sulle presenze, la spesa media per ogni evento è pari a 56.890 euro con una media di 49,6 invitati e i festeggiamenti interessano sempre più giorni oltre a quello del matrimonio, trasformandosi in veri e propri miniviaggi.
La regione preferita dagli stranieri è stata la Toscana (30,9%), seguita dalla Lombardia, dalla Campania, dal Veneto e dal Lazio, con Sicilia e Puglia in forte ascesa.
Le coppie straniere sono arrivate da Regno Unito (28,1%), Usa (21,9%), Australia (9,4%), Germania (5,5%) e Canada (4,5%) ma gli sposi provenienti dai Paesi Scandinavi, Indonesia ed Emirati Arabi sono in forte incremento e generano un maggiore impatto economico.
Il matrimonio tipo viene celebrato nei luxury hotel (31,9%) prevalentemente nei mesi estivi e con rito religioso o simbolico. Insieme agli alberghi di lusso, gli stranieri scelgono anche ville, agriturismi e castelli ma sempre più richieste sono anche masserie, rifugi alpini, cantine d’autore e spiagge.
Anche i “same sex wedding” aumentano del 64 per cento rispetto al 2017 e il fenomeno rappresenta ormai il 12 per cento del mercato.
Secondo l’indagine, realizzata su oltre 1600 tra questionari e interviste telefoniche rivolte a operatori del settore, le aspettative sul destination wedding nel 2019 sono di un’ulteriore crescita della domanda, stimata tra il cinque e il dieci per cento, con incremento maggiore atteso su Puglia, Sicilia e Basilicata. In termini di volume d’affari, Emirati Arabi ed Estremo Oriente saranno i mercati che cresceranno maggiormente.
“Il rilancio delle attività di Enit deve passare necessariamente dai tanti segmenti che compongono il turismo e la wedding industry è sicuramente uno di quelli che negli ultimi anni ha avuto crescite più rilevanti”, ha commentato Giorgio Palmucci, presidente Enit, intervenuto nel corso della presentazione della ricerca. “Riconosciamo il valore dell’analisi fatta dal Convention Bureau Italia e la ritengo funzionale a un impegno di coordinamento a livello nazionale. Le cifre sono degne di attenzione e collegate ai 60mila addetti alla filiera aprono scenari davvero interessanti”.
Carlotta Ferrari, presidente Convention Bureau Italia, ha detto: “Innegabile che il destination wedding oggi rappresenti ormai un comparto turistico vero e proprio, con numeri tali da poter essere inglobato in imponenti settori di business come il Mice e il Luxury”.
Tra le indicazioni emerse nella ricerca, la necessità di formazione specializzata per gli addetti ai lavori: oltre il 60 per cento dei wedding planner intervistati parteciperebbe a corsi di formazione. a.te.


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