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L'Italia che si prende cura dell'Italia tutela anche il turismo

14/03/2019 16:16
Testimonianze, buone pratiche e progettualità al convegno odierno focalizzato sui "beni comuni". Sottoscritto un impegno per la loro conservazione a braccetto con le istituzioni

Touring club italiano e Fondazione Cariplo, con la collaborazione di Labsus, hanno dato vita all’iniziativa L’Italia che si prende cura dell’Italia per dar voce e visibilità a quanti, in vari modi e in diversi ambiti, si occupano di “beni comuni”, ovvero di territori, ambiente, paesaggi, beni culturali, tradizioni e persone costituenti le basi fondanti il patrimonio culturale e turistico del nostro Paese.

All’incontro hanno partecipato alcune tra le principali organizzazioni nazionali che si prendono cura dell’Italia. Dopo l’introduzione di Claudia Sorlini, viceresidente del Tci hanno preso parte al dibattito Vincenzo Torti, presidente del Cai, Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, Marco Magnifico, vicepresidente Fai, Stefano Ciafani, presidente di Legambiente e, in collegamento video, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.

La giornata si è conclusa con l’intervento di Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo. L’evento è stato un’occasione per sottoscrivere un impegno sui beni comuni, la cui cura non produce effetti positivi solo su chi si impegna direttamente ma anche sulla società nella sua interezza, contribuendo a rafforzare le relazioni di comunità e il senso di appartenenza. Le organizzazioni che vedono nella cura dei beni comuni l’elemento unificante delle rispettive funzioni di sussidiarietà, integrazione tra pubblico e privato, rapporto virtuoso tra cittadini e istituzioni, creazione di senso di appartenenza e di senso civico, produzione di conoscenza e valorizzazione dei territori, rappresentano un valore fondante della società civile.

“Il Touring Club Italiano – dice il presidente Franco Iseppi - da sempre si prende cura del mondo come produttore di conoscenza e punto di riferimento morale del turismo. Non ignora tutte le criticità che stanno cambiando il mondo ma registra anche molte buone notizie: l'aumento degli studi sulla sostenibilità e compatibilità, i patti tra tre importanti università per un nuovo clima, la rivolta civile, vero antidoto all'indifferenza”.

“Questa di oggi può essere l'occasione per riprendere e rilanciare due proposte”, conclude Iseppi. “Fare insieme con le altre associazioni un progetto di educazione al paesaggio, scegliendo una decina di aree del Paese che abbiano valore universale e recuperare un progetto già sostenuto dal Touring Club Italiano insieme con Cai, Fai, Wwf, Legambiente, Italia Nostra, e finalizzato alla messa in sicurezza idrogeologica del nostro Paese”.

Conservazione e tutela dell’ambiente, dunque, come driver per un turismo sostenibile a garanzia delle generazioni future. p.o.


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