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Quaranta, Enac: "Boeing a terra, ecco lo scenario"

15/03/2019 09:38
Un colloquio ad ampio spettro con il d.g., dalle macchine a terra ai ritardi nei cieli italiani, all'incontro di ieri con gli operatori del settore fino ai temi della conferenza della prossima settimana

Il blocco dei Boeing 737 Max fa temere, a livello mondiale, un rischio per la gestione dei voli nel prossimo futuro. Ne parliamo con il direttore generale Enac, Alessio Quaranta, che fa il punto sulla situazione e commenta inoltre, in questa intervista esclusiva con Guida Viaggi, il tema dei possibili ritardi nei cieli italiani in vista della stagione estiva e anticipa i temi della conferenza sul trasporto aereo che si terrà a Roma la prossima settimana.

Gv: Direttore, c’è un rischio generale di paralisi del traffico se non si troveranno soluzioni immediate al problema dei Boeing?

“Se parliamo in termini generali e se si dovesse immaginare la sostituzione dei 370 aerei venduti nel mondo in un anno e mezzo (un centinaio alla Cina, altri cento negli Usa e il resto in altri Paesi) certo bisogna riconoscere che, dall’oggi al domani, non esiste al mondo un numero di aerei adeguato per sostituire queste macchine, né è possibile ipotizzare un aumento della produzione che possa sopperire alle esigenze. Sempre a livello generale potremmo ipotizzare una diminuzione dell’offerta e un conseguente incremento del costo del biglietto, perché le compagnie che hanno già investito dovrebbero sborsare altri soldi per trovare nuovi aerei. Ma detto questo non sarei pessimista. Il blocco è di natura precauzionale, dal costruttore attendiamo di capire cosa è successo. L’obiettivo è quello di far sì che gli aerei possano essere rimessi in linea”. 

Gv: Potrebbero anche verificarsi ripensamenti da parte delle compagnie per le opzioni già previste…

“In questo caso l’effetto sarebbe quello di uno spostamento di mercato, certo potrebbero essercene e con effetti immediati. Ma ripeto, si tratta di capire come deve intervenire il costruttore. E’ difficile allo stato attuale fare valutazioni: ogni Boeing 737 Max effettua 4 voli al giorno e parliamo di 370 macchine, si tratta di un numero ingente di voli. Nell’attesa di capire come intervenire è stato doveroso mettere a terra le macchine, mi aspetto qualche settimana di attesa. Ogni aereo dovrà essere riequilibrato. Il nuovo software dovrebbe correggere l’errore senza rendere necessaria la procedura operativa per il pilota. Sono comunque tutte informazioni da confermare e da sottoporre all’ente certificatore. L’idea è di far tornare le macchine in sicurezza”.

Gv: In Italia ci sono solo le macchine di Air Italy e quella di Neos che doveva entrare in flotta ad aprile, giusto?

“Sì, Air Italy dispone di tre macchine in operazione e la compagnia ha già riprotetto i passeggeri con capacità aggiuntiva, mentre Neos doveva per l’appunto ricevere l’aereo il mese prossimo, ma comunque per ora non potrebbe utilizzarlo”.

Gv: Parliamo di ritardi aerei per la prossima estate: c’è il rischio che si ripetano i disservizi dello scorso anno?

“Ieri pomeriggio abbiamo incontrato gli operatori del settore per fare il punto su questo tema e capire come si stanno attrezzando per gestire i passeggeri e il previsto aumento di traffico. Negli ultimi 4-5 anni, a dispetto della crescita, la situazione è stata abbastanza semplice da gestire, a parte l’estate scorsa. Abbiamo richiamato l’attenzione di tutte le compagnie, nazionali e non affinché si dotino della capacità necessaria”.

Gv: Quali le vostre previsioni sui flussi per l’estate?

“Le nostre previsioni, confortate dai dati, indicano numeri importanti, come dimostra anche l’ottima crescita dello scorso anno, a ritmi doppi rispetto alla media del traffico europeo. Il mercato aeronautico va a gonfie vele, questo ci fa piacere e ci preoccupa al tempo stesso. Al di là dei disservizi causati da una forte congestione, dobbiamo evitare che questi diventino patologici. In un momento di crescita del traffico il sistema è più stressato e statisticamente i disservizi possono avvenire. Poi ci sono altri eventi, come i diversi casi avvenuti lo scorso anno di impatto con volatili o problemi di software e se non c’è un sistema di back up rodato possono esserci problemi. Rispetto alla prevedibilità dei disservizi deve esserci preparazione adeguata e instradata per tempo”.

Gv: In quali scali prevede le crescite maggiori?

“Sicuramente Fiumicino, Catania, indirettamente Malpensa per via dei tre mesi di chiusura a Linate, poi Venezia, Bologna, Napoli, ma un po’ ovunque è una stagione di crescita”.

Gv: Il 20 marzo sarà una data importante per la prevista conferenza sui trasporti. Quali i temi che verranno trattati e su quali aspetti insisterete?

“La conferenza riguarda ad ampio spettro tutta l’aviazione civile ed è necessaria per tracciare una road map per il futuro. Due i filoni sui quali occorrerà lavorare per un cambiamento: una semplificazione amministrativa per le modalità di svolgimento delle attività, che preveda una semplificazione e una responsabilizzazione della filiera decisionale, poi rispetto alla previsione di traffico che i maggiori istituti immaginano in tutto il continente europeo, dobbiamo dotarci di infrastrutture adeguate a questa crescita, se no perdiamo opportunità e avremo difficoltà con i flussi. Altro aspetto è quello di ammodernare le infrastrutture: Eurocontrol  (l’ente di sicurezza aerea per la gestione dei flussi) stima che dagli attuali 50mila passeggeri che ogni giorno nei cieli europei sono vittima di disservizio, entro il 2030 si possa passare a 480mila se i governi di 41 Paesi europei non interverranno sulla capacità aeroportuale. In Italia, ci tengo a sottolineare, vantiamo comunque una rete infrastrutturale estesa, abbiamo razionalizzato il sistema aeroportuale e godiamo, rispetto ad altri Paesi, di un vantaggio, ma dobbiamo specializzare le infrastrutture e creare meno disservizi”. l.d.


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