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737 Max: tempi più lunghi per il ritorno in pista e dubbi sui certificati

18/03/2019 10:03
Un'inchiesta del Seattle Times rivela le deleghe di Faa alla stessa Boeing sulle analisi per la sicurezza del nuovo sistema Mcas: e in Uk si parla di velivoli "a terra per diversi mesi"

Un’accelerazione improvvida delle procedure di certificazione del Boeing 737 Max da parte della Faa, la Federal Aviation Administration. E’ questa l’ipotesi formulata dal Seattle Times, che citando fonti anonime ha spiegato in una sua inchiesta che nel 2015, mentre impazzava (come d'altronde ora) la concorrenza con Airbus, Boeing avrebbe trovato nei manager di Faa una sponda per spingere gli ingegneri della sicurezza dell'agenzia a delegare valutazioni di sicurezza sul nuovo velivolo alla stessa Boeing e ad approvare rapidamente l'analisi risultante.

Ma l'analisi di sicurezza originale che Boeing ha consegnato alla Faa per il nuovo sistema di controllo di volo sul Max - un rapporto utilizzato per certificare l'aereo come sicuro per il volo - ha avuto diversi difetti cruciali, secondo il quotidiano statunitense, in particolare su quel Mcas (Maneuvering Characteristics Augmentation System) che è ora tra gli elementi sotto esame dopo i due incidenti aerei  in meno di cinque mesi.

In particolare, l'analisi di sicurezza avrebbe sottovalutato la potenza del nuovo Mcas, progettato per ruotare la coda in orizzontale per spingere il muso dell'aereo verso il basso per evitare uno stallo. Inoltre, non è stato possibile spiegare compiutamente come il sistema possa resettarsi da solo ad ogni utilizzo da parte dei piloti, e perché sia stato assegnato agli eventuali guasti un livello di importanza troppo basso rispetto ai rischi che ne sarebbero derivati.

E mentre si cerca di far chiarezza, emergono anche tempistiche più lunghe del previsto per le dovute analisi: Travelweekly ha infatti spiegato che gli aerei potrebbero restare a terra anche per diversi mesi, durante i quali i software saranno testati e installati. Tempi molto più lunghi, insomma, rispetto allo stop “di alcune settimane” del quale si è parlato negli ultimi giorni.


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