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Le crociere sempre più prodotto di punta in agenzia

18/03/2019 10:45
Uno studio di Risposte Turismo per Guida Viaggi racconta in cifre il rapporto tra cruise e adv: pregi, difetti, marginalità, futuro. E la top ten dei motivi per i quali si acquista (oppure no...)

Un segmento tra i più dinamici dell’intera travel industry, con un rincorrersi di nuovi prodotti e nuove destinazioni, nuove iniziative di marketing e di comunicazione, nuove proposte e nuovi percorsi formativi per il canale agenziale. Insomma, è un mondo che fa di “nuovo” una delle sue principali parole d’ordine, quello delle crociere. Con un punto fermo, tra gli altri: lo stretto rapporto del cruise con le agenzie di viaggi, che rende il settore uno dei meno soggetti in assoluto alla disintermediazione, anche in un’epoca di “self made tourism” spinto all’ennesima potenza.

L’analisi di Risposte Turismo
Per disegnare al meglio lo scenario di questo rapporto, Risposte Turismo ha elaborato in esclusiva per Guida Viaggi una ricerca proprio sulla relazione tra crocieristica e intermediazione turistica italiana. Ne esce un quadro composito e per nulla banale, che racconta di una evidente crescita per volumi e fatturato, ma non senza punti sui quali gli armatori e gli agenti possono ancora lavorare.

“L'intermediazione turistica - ci spiega Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo - sta subendo vari cambiamenti: ma quale che sia la formula di dialogo con il cliente, l'agente di viaggio rimane il canale privilegiato e più importante nella crocieristica e - a nostro avviso - una delle determinanti nel decretare il successo di questa formula di vacanza. Al tempo stesso la crociera rappresenta per molte agenzie il prodotto di punta, e la nostra ultima ricognizione fa emergere - allineata con le precedenti - come per metà di esse rappresenti non meno del 20% del giro d'affari. Una indicazione destinata a confermarsi, visto che solo un agente su dieci del campione indagato prevede una riduzione del venduto nei prossimi mesi, mentre molti di loro affermano che le vendite aumenterebbero se ci fosse più disponibilità di offerta soprattutto in alcuni periodi dell’anno. In una fase storica di cambiamenti che spesso generano difficoltà o comunque sfide non semplici per gli agenti di viaggio, la crociera sembra essere per le agenzie una certezza sulla quale poggiare previsioni e piani di investimento”.

Il prodotto e il suo “share” in adv
Primo elemento sul quale ragionare è certamente quello delle crociere sullo scaffale e sulla specializzazione professionale delle agenzie sul prodotto. Così, Risposte Turismo ha rilevato che “più del 90% (precisamente il 90,9%) delle agenzie intervistate non impiega personale esclusivamente dedicato alla vendita del prodotto cruise” mentre, per quanto concerne il numero di compagnie di crociera offerte ai clienti, “l’84% del campione vende fino a 5 compagnie, percentuale equamente divisa tra agenti di viaggio che ne vendono fino a 2 (42%) e agenti che offrono da 3 a 5 compagnie di crociera (42%)”. Solo il 16% del campione intervistato vende oltre 5 diverse compagnie.

Altro cluster importantissimo è quello relativo al peso economico del cruise sul fatturato totale dell’adv: rispetto al campione d’indagine, l’incidenza sul giro d’affari delle agenzie di viaggio è risultata molto varia. Metà degli intervistati ha infatti attribuito alla crocieristica “un valore sul giro d’affari del 2017 inferiore al 15%; di questi, la maggior parte afferma che questo tipo di prodotto incida addirittura meno del 5% sul giro d’affari (21,6%). Il 15,9% dei rispondenti ha attribuito alla crocieristica un peso che va dal 20% al 24,9%; il 5,7% del campione uno compreso tra il 25 e il 29,9%. Va però evidenziato come - per una agenzia su sei - il peso del prodotto crociera sul giro d’affari della propria azienda risulti superiore al 30%”. A corroborare l’evidente crescita anche su questo tema, basterà un dato: il 40% degli intervistati attribuisce oggi alla crocieristica un peso sul giro d’affari superiore al 20%, mentre dieci anni fa la quota non raggiungeva il 25%. Sull’altro versante, il dato che vede il 21,6% degli adv stimare il cruise non oltre il 5% sul fatturato totale era ben più alto dieci anni fa (al 35%).

Le previsioni per il 2019
Quanto alle previsioni per il 2019 “sembra esserci - racconta Risposte Turismo - un ulteriore spostamento di quote verso l'alto: quasi una agenzia su quattro (23,6%) vedrà nella crocieristica oltre un terzo del proprio giro di affari”. Il campione intervistato dalla società guidata da Di Cesare si dimostra ottimista rispetto al giro d’affari complessivo – e quindi legato a tutti i tipi di prodotti, non solo a quelli del cruise -  della propria adv, con più del 54% ad indicarlo in crescita. Relativamente al solo prodotto crociera, chi ne prevede le vendite in aumento rappresenta ancora la quota più ampia del campione, per quanto debba essere evidenziato un 9,4% che in proiezione ne immagina un calo rispetto alle vendite del 2018.

L'analisi completa sul rapporto tra cruise e adv sul numero di Guida Viaggi in uscita oggi e scaricabile qui


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