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Brexit "rinviata" al 31 ottobre: il turismo europeo respira

11/04/2019 10:30
Trovato l'accordo per la nuova data-limite che scongiura il "no deal": i riflessi sull'outgoing dei turisti britannici per l'estate imminente. Ma Theresa May gela tutti: "Spero di uscire il 1 giugno"

L’apporto della Gran Bretagna al turismo europeo è salvo. Almeno per l’estate 2019, e fino a nuovo ordine. E’ questa una delle conseguenze positive derivanti dall’accordo, trovato in sede europea, per lo slittamento della Brexit al prossimo 30 ottobre. L'offerta è stata accettata dal premier britannico Theresa May, che avrà così tempo fino ad Halloween per trovare la quadra all’accordo di uscita dall’Ue, in primo luogo tra le mura del parlamento inglese.

"Abbiamo mantenuto l'unità dei 27 Paesi membri dell'Ue e questo è il punto più importante della giornata odierna", ha poi commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel, che insieme ad altri leader, ivi compreso il nostro Giuseppe Conte, era orientata a concedere ancora più tempo, offrendo come date-limite il il 31 dicembre oppure il 31 marzo 2020.

Vista la contrarietà di altri paesi, Francia in primis, il compromesso: estensione fino al 31 ottobre, in modo da non avere un commissario inglese nel nuovo esecutivo comunitario che si insedierà proprio quel giorno. E se questo rende meno incerta la situazione dal punto di vista turistico, con i turisti britannici che dovrebbero tornare ad acquistare con meno incertezze il prodotto vacanziero europeo per l'estate imminente, con Spagna e Italia in testa, a Bruxelles e Londra i leader e i politici (laburisti) che sperano in una cancellazione della Brexit gioiscono: non solo è stato evitato il no deal, ma spostare la catena permette ai remainers di far maturare i tempi per un nuovo referendum. Si vedrà.

"Voglio che il Regno Unito lasci l'Ue il prima possibile, e questo può avvenire anche prima del 31 ottobre se Westminster approverà l'accordo di ritiro", ha spiegato però May, nel ribadire che quella del 31 ottobre è una data-limite ampiamente anticipabile: "Se l'accordo sarà approvato nelle prime tre settimane di maggio, il Regno Unito potrà lasciare la Ue il 1 giugno".


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